di Elisa Fiorini
Nella serata di giovedì 11 gennaio, presso l’Hotel Carlton di Piazza Sacrati si è tenuto un incontro organizzato dall’eurodeputata pentastellata Sabrina Pignedoli con l’obiettivo di discutere in merito ai diritti dell’uomo e del loro rispetto.”I temi che affrontiamo questa sera – esordisce l’esponente del Movimento 5 Stelle – vanno dai diritti universali fino al nostro territorio. Io non credo ci sia una distanza tra i grandi temi e i piccoli temi, i diritti sono diritti ovunque. Sono i diritti delle persone che scappano dalle guerre e che devono essere accolti ma devono essere accolti in un certo modo perché c’è anche il diritto della popolazione che vive sul territorio”. C’è poi “il diritto alla pace perché più ci sarà la pace meno ci saranno migrazioni” e c’è il “diritto delle persone a vivere nel loro paese senza che una parte degli stati, soprattutto quelli ricchi, vadano a rubare le loro risorse. Trovandosi poi senza risorse sono costretti ad emigrare”.
“In tutto questo – continua – credo che un ruolo fondamentale per conoscere quali sono i diritti, per conoscere quali sono le dinamiche geopolitiche la libertà di stampa sia un elemento fondamentale”. Infatti “noi abbiamo saputo quello che succedeva in Iraq e quello che succedeva in Afghanistan grazie a Julian Assange e grazie a Wikileaks. Io credo che sia di fondamentale mettere assieme tutta una serie di elementi che hanno alla base in diritto e il rispetto dei diritti che vengono declinati a livello internazionale ma che hanno ricadute forti e concrete proprio a livello locale”.
Tra i temi toccati, non si è potuto non parlare della tragica situazione politica tra Israele e la Palestina, soffermandosi sul discorso Hamas. “Dopo un lungo periodo in cui ci si è limitati a tollerare la presenza di israeliani sul territorio palestinese – ha iniziato l’eurodeputata – la situazione è precipitata. Hamas è terrorismo, da non associare al popolo palestinese, ma certamente per Israele è più comodo avere un antagonista violento anziché moderato”.
In Europa e in Italia si assiste poi a un dibattito “scarno, e addirittura nel Parlamento europeo risulta difficile votare una sospensione temporanea dei bombardamenti”. Inoltre afferma non essere “giusto parlare di morte solo da una parte, essendoci due sponde che combattono, non ne va esclusa nessuna” mentre “l’Europa non dovrebbe lasciare il Qatar a parlare di dialogo, ma c’è troppa frammentazione interna”. Dovrebbe invece porsi con forza come “interlocutore credibile” ma, mentre “la Spagna sarebbe pronta a riconoscere la Palestina come stato, la Germania no” e “la Presidente della commissione non parla dei crimini di guerra in Palestina”. A questo ci “si arriva perché per troppo tempo si è stati zitti a causa degli interessi economici che sembrano andare al di là del conflitto tra questi due popoli”.