Cronaca
29 Dicembre 2023
Atto dovuto da parte della Procura per ricostruire la catena degli eventi che hanno portato al decesso della 71enne Noretta Masiero, socia contitolare del ristorante "Cusina e Butega"

Dimessa dal pronto soccorso, muore a casa. Indagati due medici

di Davide Soattin | 2 min

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Dopo l’apertura dell’inchiesta per omicidio colposo, a seguito della denuncia dei familiari, la Procura di Ferrara ha iscritto due persone nel registro degli indagati per la morte della 71enne Noretta Masiero, socia contitolare del ristorante “Cusina e Butega” di corso Porta Reno, deceduta improvvisamente poche ore dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso dell’ospedale di Cona.

Nelle scorse ore, infatti, gli uffici del pm Ciro Alberto Savino – titolare del fascicolo di indagine – hanno inviato gli avvisi di garanzia a due medici che hanno avuto in carico la donna, durante la sua permanenza al Sant’Anna. Si tratta di un atto dovuto – come succede in queste circostanze – per far luce su cosa sia accaduto in quelle ore e ricostruire passo dopo passo la catena degli eventi.

Contestualmente, il sostituto procuratore ha disposto che sul corpo venga effettuata l’autopsia, per chiarire e determinare con certezza le cause che hanno portato alla morte della nota ristoratrice. Il 3 gennaio sarà conferito l’incarico alla dottoressa Giorgia Franchetti dell’Università di Padova che, sempre nella stessa data, eseguirà gli accertamenti medico-legali richiesti dagli inquirenti.

I fatti risalgono allo scorso 15 dicembre quando, intorno alle 21, la donna si era recata al pronto soccorso perché accusava uno strano dolore a livello toracico. Lì, i sanitari che l’avevano presa in carico le avevano eseguito alcuni esami di controllo, senza però rilevare nulla di preoccupante a livello cardiaco e avevano così deciso di rimandarla a casa verso le 3.30 di mattina.

Quasi nove ore dopo, la tragedia all’ora di pranzo di sabato 16 dicembre, quando la 71enne si era sentita male, cadendo a terra prima che il suo cuore smettesse di battere e rendesse vano ogni tentativo di rianimazione.

 

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