Tresignana
17 Ottobre 2023
Al momento Filippo e Manuel Mazzoni, padre e figlio, sono gli unici due indagati per l’assassinio di Dario e Riccardo Benazzi, uccisi a fucilate e poi bruciati

Duplice omicidio di Rero. La famiglia delle vittime chiede altre indagini

Sopralluogo Carabinieri a Rero
di Davide Soattin | 2 min

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Tresignana. Ulteriori accertamenti a livello tecnico-scientifico, da effettuare attraverso il coinvolgimento del Ris di Parma. Sono quelli che oggi chiede l’avvocato Denis Lovison, legale di parte offesa, nell’integrazione all’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura della Repubblica di Ferrara, per quanto riguarda le posizioni di Filippo e Manuel Mazzoni, padre e figlio, gli unici due indagati per il duplice omicidio di Rero del 28 febbraio 2021, quando vennero uccisi a fucilate e poi bruciati i cugini Dario e Riccardo Benazzi.

Nello specifico, l’avvocato – che già a giugno aveva chiesto ulteriori indagini – ritiene che sia necessario approfondire quanto già evidenziato dalla perizia biologica, da quella chimica e dalle analisi dattiloscopiche.

Per quanto riguarda il primo aspetto, Lovison domanda ulteriori accertamenti su tracce biologiche e profili genetici emersi dall’esame dei reperti, dal momento che sarebbe emersa la presenza di un profilo genetico misto e di un profilo A non compatibile geneticamente con le vittime.

Relativamente al secondo aspetto, invece, chiede di porre il focus sui residui di sparo, al fine di accertare se vi sia compatibilità fra le particelle trovate e l’esplosione di uno o più colpi di arma da fuoco e, per poter fare ciò, domanda di riesaminare lo stub per rilevare l’eventuale presenza di residui da sparo, oltre che i vestiti indossati dai Mazzoni, effettuando anche la comparazione del materiale genetico rinvenuto sul luogo dell’omicidio con altri soggetti. Inoltre domanda di svolgere accertamenti su tamponi relativi alla mano, al naso e alle orecchie degli indagati e sul fucile a pompa calibro 12 marca Hatsan, sequestrato a padre e figlio, al fine di verificarne la funzionalità, datarne le macchie di umidità, tenendo in considerazione anche l’ambiente di detenzione.

Infine, a livello dattiloscopico, l’avvocato insiste sulla necessità di delegare, per quanto riguarda gli esami svolti su un accendino, ulteriori accertamenti al Reparto Investigazioni Scientifiche dei carabinieri al fine di stabilire se le impronte rilevate siano o meno di interesse analitico.

Di questi tre aspetti se ne discuterà mercoledì 18 ottobre quando, in tribunale a Ferrara, il giudice delle indagini preliminari deciderà se accettare la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, disporre indagini suppletive o ordinare l’imputazione coatta per i due indagati.

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