Deve rispondere del reato di riciclaggio per una supercar immatricolata a Ferrara, Alex Mair, 52enne di Bressanone, ex discesista e azzurro dello sci nei primi anni ’90, dopo che il sistema a cui avrebbe preso parte era stato scoperto da una maxi-operazione della Polizia Stradale a livello nazionale e non solo, con le indagini allargate anche su scala europea tra Polonia, Bulgaria, Romania e Germania.
A scoperchiare il vaso di Pandora – qualche anno fa – fu un funzionario della Motorizzazione civile estense, che scoprì la presunta truffa delle immatricolazioni e segnalò i trucchi per immatricolare auto di lusso – Porsche, Audi e Mercedes – che lasciavano l’Italia per l’est Europa e tornavano infine indietro ‘pulite‘, senza che risultassero più rubate o di dubbia provenienza. In tutto vennero eseguiti sequestri per una cifra attorno al mezzo milione di euro e nel mirino degli inquirenti ci finirono tredici persone.
Quest’ultime oggi sono imputate a Vicenza nel maxi-processo per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di autovetture, nato proprio sulla base degli input forniti dalle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Ferrara, che portarono tre persone davanti al giudice, due delle quali già condannate in primo grado, mentre rimane ancora alla sbarra lo stesso Alex Mair che, difeso dall’avvocato Raffaela Di Paolo, ora respinge ogni accusa.
Proprio a questo proposito, ieri (4 ottobre) in aula, davanti al collegio del tribunale di Ferrara – presidente Alessandra Martinelli con a latere i giudici Andrea Migliorelli e Anna Totaro – è stato sentito come testimone un agente di pg che ha ripercorso la genesi delle indagini effettuate dalla PolStrada e il testimone assistito Franco Coletta, già imputato nel procedimento vicentino.
Al termine dell’udienza, il giudice ha rinviato all’8 novembre quando saranno sentiti altri due testimoni.
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