Mentre sono pendenti ricorso al Tar per le autorizzazioni ed esposto penale in Procura per il rumore, una parte di residenti di Piazza Ariostea (quelli, diciamo, più agguerriti) scrive a prefetto e alle forze dell’ordine.
Nel cahier de doléances rientrano questa volta i limiti orari. Nella lettera, sottoscritta da 55 persone, i cittadini vogliono portare all’attenzione delle autorità “una situazione che sta provocando un diffuso stato di preoccupazione ed esasperazione, nonché un crescente senso di abbandono da parte delle autorità preposte alla nostra tutela”.
Nei sette concerti finora svolti nell’ambito del Ferrara Summer Festival 2026, i residenti assicurano che “sono stati abbondantemente e ripetutamente superati i limiti degli orari consentiti pubblicati sul sito web del Comune” (https://www.comune.ferrara.it/ferrara-summer-festival).
Non basta: “non comprendiamo come tali violazioni possano ripetersi in un contesto caratterizzato dalla presenza delle forze dell’ordine, senza che vi siano interventi tempestivi e adeguati”. Inoltre, “quando vengono richiesti interventi, questi avvengono soltanto a seguito di nostra insistente sollecitazione, come accaduto per esempio nella notte tra il 12 e il 13 giugno e in quella del 23 giugno”.
I residenti ricordano di aver già avviato le opportune procedure legali pressi le sedi competenti, “ma i tempi dei procedimenti sono inevitabilmente lunghi, mentre il problema continua a ripetersi senza soluzione”.
Di conseguenza, “il perdurare di tale situazione alimenta in noi residenti la percezione che le regole imposte non vengano fatte rispettare (con sospensione dei concerti nelle ore stabilite) e che le autorità preposte ai controlli non rispondano efficacemente alle nostre richieste di tutela e controllo”.
Nel frattempo la giunta ha deciso di affidare l’incarico di farsi seguire nel ricorso al Tar a un avvocato esterno per la cifra di circa 25mila euro.
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