Senza patente e assicurazione, continua a guidare l’auto sequestrata
Dopo il sequestro del veicolo, l’uomo ha continuato a circolare fino alla definitiva confisca dell’auto
Dopo il sequestro del veicolo, l’uomo ha continuato a circolare fino alla definitiva confisca dell’auto
Stava facendo manutenzione al proprio camion, quando uno dei cuscinetti ad aria compressa è esploso, facendo improvvisamente abbassare il mezzo pesante su di lui
Lo scorso 5 febbraio i Carabinieri della Stazione di corso Giovecca hanno arrestato e tradotto in carcere un uomo di 30 anni, residente a Ferrara, condannato in via definitiva dal Tribunale cittadino a oltre quattro anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale
Ancora guai per Zeus, il 20enne stalker ferrarese che inneggiava a Filippo Turetta. Il giovane è stato nuovamente arrestato dai carabinieri e poi portato nel carcere di via Arginone, dopo aver violato ripetutamente - a colpi di post sui social network - il divieto di avvicinamento nei confronti di una delle proprie ex fidanzate
I poliziotti fecero ispezioni domiciliari e acquisirono tabulati telefonici dopo che i due acquistarono le stesse cartucce. Anselmo all'ex dirigente Digos: "Avete verificato se queste due persone avessero rapporti con l'ex vicesindaco?"
Starebbe già soffrendo abbastanza per la morte del figlio, che continuare il processo sarebbe un ulteriore ‘accanimento‘ nei suoi confronti, considerando la condizione umana e lo stato di salute psicologica che la donna sta attraversando da ormai oltre tre anni, senza riuscire a darsi pace e auto-assolversi di quello che accadde in quel pomeriggio di metà estate che finì in tragedia.
È su queste basi che, durante l’udienza di ieri, lunedì 18 settembre, l’avvocato Gianni Ricciuti ha chiesto la sospensione del procedimento nei confronti della sua assistita, Veronica Romanelli, accusata di omicidio colposo per la morte del figlio Maxsimiliano Grandi, il bimbo di quattro anni e mezzo che, il 12 luglio del 2020, annegò nella piscina grande dell’agriturismo Ca’ Laura di Bosco Mesola.
Il legale difensore della donna ha infatti presentato un’istanza al giudice del tribunale di Ferrara, portando l’esempio di un caso simile, accaduto a uno zio titolare di un cantiere edile, indagato e imputato per la morte sul lavoro di suo nipote, su cui ora si sta attendendo che la Corte Costituzionale si pronunci.
Nello specifico, l’avvocato Gianni Ricciuti ha spiegato che l’istanza presentata si muove su tre direttive principali. “Non viene rispettato il principio di proporzionalità della pena” ha evidenziato, aggiungendo che “l’applicazione della pena giudiziaria non è più necessaria in una situazione del genere” per poi concludere facendo riferimento a quello che “è il divieto di comminare pene disumane“.
Davanti a questa richiesta, il pm Stefano Longhi, titolare del fascicolo di indagine, non si è opposto. Diversamente, depositando un’ordinanza, il giudice non ha accettato l’istanza di sospensione del processo, non condividendo la tesi per cui proseguire il procedimento vorrebbe dire violare un principio costituzionale, secondo quanto sostenuto dall’avvocato.
Così, in attesa che la Corte Costituzionale si esprima sul caso dello zio imputato per la morte del nipote sul luogo di lavoro, il processo va avanti. La prossima udienza, infatti, è stata rinviata a lunedì 11 dicembre, quando saranno sentiti i consulenti medico-legali e cinematici della difesa, che avranno il compito di raccontare i tempi del decesso e degli spostamenti, oltre che l’ultimo teste del pm e la stessa donna imputata.
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