“Erano grida di disperazione”: la verità sulla residente della Torre A
La redazione ha raccolto la testimonianza della figlia, Mihaela, che chiede di parlare mantenendo la madre lontana dai riflettori
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Nonostante la pioggia e il vento freddo circa duecento persone si sono radunate sabato 14 febbraio all’ingresso del parco Coletta per partecipare al presidio per gli sfollati del grattacielo
Sono stati portati in carcere, con le accuse di rissa e lesioni, quattro dei sei protagonisti della violenta lite a colpi di martello e fendenti d'arma bianca avvenuta, durante il primo pomeriggio di venerdì 13 febbraio, in via Vivaldo Vivaldi, a Pontelagoscuro
Avrebbe trasformato la vita dei genitori in un incubo fatto di insulti, minacce e continue richieste di denaro
Si aggirava per le corsie con fare sospetto, poi ha infilato nello zaino merce per circa 250 euro tentando di oltrepassare le casse senza pagare
Dovrà pagare 2.000 euro di multa Luigi Marattin, deputato di Italia Viva, condannato per diffamazione nei confronti del senatore leghista Claudio Borghi.
La vicenda nasce da uno scontro verbale tra i dure durante la trasmissione Omnibus su La7 – siamo nella primavera 2017, politicamente parlando si tratta di molti anni fa. “Ma lei cosa insegna? Educazione fisica?”, aveva chiesto provocatoriamente Borghi a Marattin, che è professore universitario a Bologna. Lui non si fece pregare per una reazione altrettanto provocatoria: “E lei allora che va a dire in giro da anni che è un professore quando non lo è?” e, ancora, “lei può portare solo i caffè nell’accademia, io insegno”.
Scontro poi trasferito su Facebook da Marattin che scrisse, riferito a Borghi: “Per anni ha abusato del termine ‘professore’, essendo solo stato per pochi mesi docente a contratto e poi ovviamente spedito al mittente. In accademia ci può entrare al massimo per portare i caffè, con tutto il rispetto ovviamente per chi fa il catering (molti dei quali conoscono l’economia meglio di lui)”.
La sentenza è stata pronunciata ieri (lunedì 29 maggio) in tribunale a Ferrara dal giudice Alessandra Martinelli, dopo che l’accusa – durante la propria requisitoria – aveva inizialmente chiesto una pena pecuniaria di 2.500 euro, sottolineando come i commenti di Marattin “contenessero tutti gli elementi costitutivi e gli estremi della diffamazione“.
“Accettiamo la pronuncia del giudice – commenta Federico Orlandini, avvocato difensore del deputato di Italia Viva – che però non condividiamo. Ora attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza per poi fare appello”.
Le motivazioni della sentenza sono attese entro 90 giorni.
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