Incendio al Grattacielo di Ferrara, evacuata la torre B
Un vasto incendio ha colpito il Grattacielo di Ferrara nelle prime ore di domenica 11 gennaio, provocando l’evacuazione completa della torre B
Un vasto incendio ha colpito il Grattacielo di Ferrara nelle prime ore di domenica 11 gennaio, provocando l’evacuazione completa della torre B
Mentre prosegue lo sforzo di forze dell'ordine e Protezione civile per accogliere gli sfollati del Grattacielo, mancano ancora all'appello alcuni appartamenti. Al via operazioni anti-sciacallaggio
È stata attivata l'accoglienza al Palapalestre di via Tumiati all'angolo con via Porta Catene per le persone evacuate dalla torre B del Grattacielo di Ferrara, dichiarata inagibile dopo l'incendio
"Abito all'undicesimo piano, da me non c'era fumo, solo un forte odore di bruciato. Ma vedendo la gente che scendeva sono uscita anche io". È una delle residenti della torre B del Grattacielo di Ferrara
I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Ferrara, nel corso delle festività natalizie, hanno intensificato i controlli finalizzati a prevenire e reprimere i fenomeni dello sfruttamento del lavoro e di quello sommerso
Ha lasciato il carcere dell’Arginone di Ferrara per essere trasferito nella Rems (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Reggio Emilia. Dove rimarrà per almeno dieci anni.
Stefano Franzolin, assolto dalla della Corte di Assise dal reato di omicidio, è stato assolto lo scorso 2 marzo perché ritenuto totalmente incapace di intendere e volere al momento del fatto.
Franzolin, il 22 marzo 2021, aveva soffocato con un cuscino la madre, la 75enne Alberta Paola Sturaro, nella loro casa di via della Ghiara.
Un omicidio sui generis, tanto che la stessa pm Ombretta Volta sembrava non voler credere alla sua confessione.
Pare che all’origine del gesto vi sia stato un rimprovero da parte della madre, che gli avrebbe detto “sei peggio di tuo papà”, cosa da lui percepita come una grossa offesa collegata evidentemente alla separazione dei suoi genitori, e vedendo forse minato il grande attaccamento che aveva per lei. Per questo avrebbe pensato di non farla più parlare e soffocarla.
Franzolin, preso dalla disperazione per quanto aveva fatto, aveva anche minacciato il suicidio, sventato grazie all’attività di mediazione dell’avvocato Alberto Bova che lo ha fatto ragionare e uscire dalla stanza nella quale si era barricato. L’uomo aveva anche lasciato un biglietto di commiato, avvertendo il fratello Alessandro e la sorella Sonia – anche loro conviventi con lui e la madre – che aveva lasciato il libretto della caldaia sul tavolo.
Nonostante l’assoluzione, Franzolin è sottoposto, come misura cautelare dovuta alla sua pericolosità sociale, alla residenza obbligata in una Rems per almeno dieci anni, dove è entrato lo scorso 16 marzo.
Passati dieci anni Franzolin verrà sottoposto a una perizia psichiatrica per valutare se la sua pericolosità sociale è venuta meno, si è attenuata o persiste. In caso di parere negativo del perito, il tribunale di sorveglianza disporrà una proroga del periodo.
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