Bondeno
24 Gennaio 2023
"Caro presidente, siamo in pochi e non abbiamo niente. Lei dice di volersi occupare dei disagiati e degli ultimi... ecco, noi siamo quelli"

Fer sopprime la fermata di Zerbinate e i residenti scrivono a Bonaccini

di Redazione | 2 min

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Zerbinate. La soppressione da parte della Fer della fermata del treno a Zerbinate è vissuta come una grave ingiustizia dai residenti della piccola frazione di Bondeno, che hanno così deciso di scrivere direttamente al presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

“Siamo in pochi – scrivono i zerbinatesi nella lettera – e non abbiamo niente: non c’è un ambulatorio, un negozio, una farmacia, un autobus, nemmeno un bar; l’unica cosa che avevamo era la fermata del treno della linea Suzzara Ferrara: unico servizio di trasporto pubblico. Questo ci ha permesso, nel tempo, di collegarci con Bondeno, Ferrara, Poggio Rusco, Sermide per andare a scuola o per raggiungere i servizi essenziali. Ora la linea ferroviaria esiste ancora ma, i dirigenti della Fer, hanno deciso che il treno a Zerbinate non deve più fermarsi e così ce lo vediamo passare sotto il naso come una beffarda presa in giro”.

I residenti riferiscono di aver protestato, incontrato i dirigenti Fer e raccolto firme per una petizione, mentre il Consiglio comunale ha votato all’unanimità un ordine del giorno chiedendo che venga rivista questa decisione. Il tutto però senza esito. “Le motivazioni che ci sono state date – spiegano i residenti – sono a dir poco imbarazzanti: la mancata fermata fa risparmiare alla Fer tre minuti di tempo, avete capito bene, tre minuti: 180 secondi. Hanno poi aggiunto una ricaduta di strabilianti benefici per l’intera linea ferroviaria, quali treno merci lunghi 300 metri, cavalcavia in prossimità dei passaggi a livello, elettrificazioni etc., tutto grazie a quei 180 secondi guadagnati sopprimendo la nostra fermata”.

“Caro Presidente – è la conclusione e l’invito contenuto nella lettera a Bonaccini – venga a vedere cosa vuol dire vivere fuori dal mondo mentre va sul territorio per conquistare la segreteria di un importante partito che si occupa dei disagiati e degli ultimi… ecco, noi siamo quelli. Capiamo che per Lei sia più gratificante andare nei grossi centri ed incontrare tante persone; noi siamo in pochi ma la invitiamo ufficialmente a farci visita e, siccome siamo anche molto ospitali, non mancheranno due fette di buon salame e un bicchiere di vino buono”.

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