Bondeno
30 Aprile 2026
Casa Bottazzi diventerà un polo di servizi anche per una vita all’insegna del “dopo di noi”

A Bondeno il “condominio inclusivo” per persone con disabilità

di Redazione | 2 min

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Bondeno. Casa Bottazzi apre le porte del suo “condominio inclusivo”, il progetto iniziato nel dicembre 2025, per creare un polo di servizi per persone con disabilità, ma connotato come una casa dell’autonomia e dei servizi a favore dei diversamente abili.

Nel luogo in cui opera da tempo l’Airone si aggiungono numerose attività a favore del “dopo di noi”, con un piano terra di Casa Bottazzi che ospita già 25 persone, mentre il centro sociooccupazionale è inserito nel primo piano.

“Il Pnrr ha finanziato un appartamento-palestra, che potrà prendere il via in tempi rapidi. Il finanziamento si è esaurito a novembre 2025 – spiega il sindaco di Bondeno Simone Saletti -, ma siamo riusciti a proseguirlo con altre forme di copertura. La “Casa del Sole”, che è poi questo appartamento “speciale”, deve il nome ai ragazzi che lo stanno frequentando, per le sue attività educative e laboratoriali, che arrivano alla possibilità di pernottamento nei weekend”.

“Il buon funzionamento dell’esperienza – aggiunge – ha visto anche nascere forme di socializzazione estese all’esterno della struttura residenziale. La scelta fatta a livello distrettuale è stata quella di dirottare risorse verso progetti che avevano dato buoni risultati, come quelli legati a ‘Vita indipendente’”.

Sempre Casa Bottazzi ospita tre appartamenti, che offriranno spazi per nuove opportunità, poiché sono destinati ai progetti di vita autonoma per le persone non autosufficienti.

I primi mesi dell’anno sono serviti a individuare i beneficiari del servizio e per pianificare gli interventi per rendere idonei gli spazi interni.

I casi che verranno ospitati negli appartamenti sono caratterizzati da varie forme di fragilità, ma che seguendo i percorsi di crescita degli utenti rendono possibile abbracciare una vita all’insegna del “dopo di noi”, in una sistemazione protetta.

Il servizio sarà gestito da una cooperativa già operante sul territorio, con la supervisione dei servizi sociali.

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