Attualità
25 Ottobre 2022
Il documento del comitato “Koesione22”: disagio giovanile, solitudine dei residenti, isolamento del quartiere e depauperamento dei servizi tra gli aspetti più critici: “Collaboriamo per un laboratorio di riqualificazione urbana”

I problemi del ‘rione Krasnodar’, le idee per riqualificarlo

di Redazione | 3 min

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Da un lato il disagio giovanile, dall’altro la popolazione che invecchia e spesso vede persone vivere da sole. La scomparsa di alcuni servizi, una situazione urbanistica e viaria che sembra essere peggiorata, fino all’isolamento. La necessità, dunque, di ripensare il quartiere e riqualificarlo in un percorso che veda uniti gli esperti e chi ci abita.

Parliamo della zona Krasnodar in una sintesi di ciò che vedono, pensano e auspicano i residenti riuniti nel comitato “Koesione22”, che hanno elaborato un documento offrono “collaborazione per individuare gli interventi necessari a prevenire disagio e degrado che incombono”. Dar vita cioè a una sorta di “laboratorio di riqualificazione urbana”, che riunisce Krasnodar con le Corti di Medoro e Foro Boraio, coinvolgendo ovviamente il Comune, e con esso l’Università e Acer, oltre a soggetti che già si sono detti disponibili come la Cooperativa Castello e la parrocchia di Sant’Agostino.

“Negli ultimi tempi si avvertono segnali di peggioramento della situazione – si legge nella prima delle quattro pagine del documento -: all’evidente fenomeno del disagio giovanile si sono aggiunte criticità che riguardano l’invecchiamento della popolazione e la notevole quantità di famiglie mononucleari. La pandemia non ha fatto che aggravare questi problemi”.

A ciò si aggiunge il fatto che “il nostro territorio ha dovuto subire un impoverimento progressivo in termini di servizi”: si va dalla scomparsa del consultorio familiare al laboratorio di falegnameria, dalla chiusura del Centro bambini e famiglie a quella dell’Area giovani. Ma anche “il depauperamento progressivo della Biblioteca il cui personale si era ridotto ad un solo operatore e che soprattutto aveva quasi eliminate del tutto le attività di promozione”.

Non solo. C’è anche la “chiusura del sottopassaggio di via dello Zucchero per l’interramento della ferrovia” che “ha isolato il rione Krasnodar” e “annullato quel rapporto dettato dai bisogni tra Krasnodar e l’area di Foro Boario che non è solo un percorso obbligato per andare in bicicletta in centro o in stazione: ci sono infatti anche persone che si muovono tra i due rioni per recarsi dal medico di base o per andare a scuola”. La viabilità diventa il cuore anche di un secondo punto critico. L’incrocio tra via Mambro e viale Krasnodar, “un ‘centro’ quasi geometrico del quartiere”, ma trafficatissimo, luogo d’incidenti: “A nostro parere questo crocevia dovrebbe essere riconosciuto come ‘cuore’ pulsante del rione ed essere trasformato in una piazza”.

Il comitato parla poi della biblioteca Rodari e la scelta dell’Amministrazione Fabbri di non procedere con la sua collocazione alle Corti di Medoro: la richiesta è quella di provvedere a dotarla almeno di spazi più ampi, di attrezzarla e adeguarla a un modello di biblioteca che offra servizi aggiuntivi per la ‘sua’ comunità.

Ancora: la richiesta è quella di avere “spazi di incontro”, perché “non tutti possono andare all’ipermercato per vedere qualcuno”, partendo dalla scuola e arrivando all’implementazione di attività sociali nelle aree verdi.

“Noi – concludono da Koesione22 – siamo pronti a mettere insieme analisi, idee, stimoli, proposte con chi ci vorrà aiutare nella logica della partecipazione autentica. Confidiamo nella disponibilità da parte di tutti coloro che possono contribuire a realizzare il miglior risultato possibile”.

 

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