Mesola
1 Giugno 2022
Un uomo è accusato di furto: le vittime sarebbero state stordite e convinte a mettere soldi e gioielli in frigo per preservarli dalle azioni corrosive del veleno nella rete idrica

A processo per aver raggirato tre anziane con la scusa dell’acqua contaminata

di Daniele Oppo | 2 min

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(archivio)

Mesola. Furto con mezzo fraudolento. Un raggiro bello e buono. Anzi tre, perché altrettanti ne sono contestati a un uomo, residente in provincia di Torino, accusato di aver derubato delle anziane di Mesola usando la tecnica dell’acqua contaminata.

I fatti sono relativi al 2019 e ieri, nel processo davanti alla giudice Sandra Lepore, sono stati sentiti i carabinieri che hanno identificato l’odierno imputato, anche grazie al riconoscimento fotografico effettuato dalle vittime, assistite dall’avvocata Federica Gnani.

Proprio loro, nel corso della passata udienza, avevano raccontato il raggiro subito. L’uomo si sarebbe presentato in casa identificandosi come un addetto del Cadf, dicendo loro che l’acqua era stata contaminata e che era necessario eseguire dei controlli. Una volta guadagnata la fiducia delle anziane ed essere riuscito a entrare in casa, l’uomo le avrebbe in qualche modo stordite, forse con l’uso di qualche sostanza, perché tutte ricordano di essere state poco lucide e aver eseguito ciò che veniva loro chiesto: raccogliere soldi e gioielli, infilarli in un sacchetto, e poi depositarli in frigorifero, dove sarebbero rimasti al sicuro dagli effetti corrosivi della sostanza che aveva inquinato l’acqua.

E mentre le donne versavano in uno stato confusionario, l’uomo ne avrebbe approfittato per recuperare in tutta tranquillità il bottino e andare via.

L’udienza è stata aggiornata all’11 ottobre prossimo per sentire gli ultimi testimoni ed eventuali dichiarazioni spontanee dell’imputato.

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