Cronaca
13 Marzo 2022
I video e le intercettazioni della Guardia di Finanza. L'Ausl valuta di costituirsi parte lesa. Donini: “ Non c’è spazio per chi contravviene alle regole, speculando e ingannando i cittadini”

Medici arrestati per falsi green pass ai pazienti novax: “Silenzio più assoluto. Non lo deve sapere neanche Dio”

di Redazione | 3 min

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“E’ vaccino dottoressa?”. “Tranquillo, è acqua”. È una delle tante conversazioni registrate e filmate dalle fiamme gialle di Ferrara nell’ambito dell’inchiesta Red Pass, che ha portato all’arresto di due dottoresse ferraresi di medicina generale e della collaboratrice di una di queste.

Le tre sono ritenute responsabili di aver simulato la somministrazione del vaccino anti Covid-19 e di aver rilasciato in almeno 42 casi false certificazioni di esenzione per patologie inesistenti, dietro compenso di denaro. Ora dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di falsità ideologica, corruzione, peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato.

Nel video registrato lo scorso 21 gennaio dalla Guardia di Finanza grazie a una telecamera nascosta nell’ambulatorio di una dottoressa, si vede la professionista fingere di inoculare il vaccino e svuotare la siringa nella garza. Il paziente vuole sentirsi rincuorare: “tutto come prima?”. “Sì naturalmente, nel silenzio più assoluto. Non lo deve sapere neanche Dio” si raccomanda.

A un’altra paziente affida lo stesso patto di segretezza: “Il tuo silenzio per me è tutto. Non dovete parlarne con gli amici”.

Viene quindi il momento del pagamento: “anche 20 euro vanno bene”. Il paziente: “ci facciamo un piacere a testa”. Il medico: “va bene dai, dammi 20”.

Altra data e altra finta vaccinazione. Questo il 5 febbraio: “glieli do adesso i soldi?”. “Certo, se vuoi…”. E li consegna all’assistente.

Il 27 gennaio altra vaccinazione finta e al momento di concludere: “vanno bene?”, chiede il novax di turno offrendo delle banconote. “Sono troppi… solo 50”.

Sulla vicenda l’Ausl di Ferrara, che rimarca come “in ogni circostanza abbia sempre prestato, anche per questa specifica indagine, e continuerà a prestare, la massima collaborazione agli inquirenti”, annuncia di essersi già attivata per “individuare, il più rapidamente possibile, soluzioni per i pazienti dei due medici, che saranno comunicate tempestivamente. Nel frattempo gli utenti potranno rivolgersi agli altri servizi sanitari erogati dalle aziende sanitarie della provincia”.

Contestualmente l’Azienda Usl si è attivata col proprio ufficio legale “per valutare eventuali aspetti disciplinari, civili e d’immagine della vicenda, rispetto alla quale si riserva di costituirsi parte lesa”.

La gravità della vicenda scavalca i confini ferraresi e dalla Regione si leva l’indignazione dell’assessore alla sanità Raffaele Donini: “Nel Sistema Sanitario dell’Emilia-Romagna non c’è spazio per chi contravviene alle regole, speculando e ingannando i cittadini, che da due anni vivono nella pandemia. Non c’è spazio per chi, comportandosi in modo irresponsabile, offende anche l’intera categoria dei professionisti della sanità che, al contrario, hanno assicurato e continuano ad assicurare quotidianamente l’impegno per uscire dall’emergenza”.

“Grazie, quindi, all’Ausl di Ferrara – prosegue Donini – che si è mossa tempestivamente collaborando con gli inquirenti e grazie soprattutto alla Guardia di Finanza. Esprimo massima fiducia nei confronti della magistratura, confidando in un rapido esito dell’indagine; questi episodi- conclude l’assessore- non intaccano il senso di comunità e responsabilità del nostro territorio, forte della vigilanza e della collaborazione”.

“Emergono accuse pesantissime dall’indagine ‘Red Pass’ – commenta anche il sindaco Alan Fabbri -, che evidenzierebbero condotte gravissime e vergognose: un affronto alla nostra comunità che ha fatto sacrifici enormi, impegnandosi a fondo per superare la pandemia e per la campagna vaccinale. Ringrazio la Guardia di finanza di Ferrara per l’operazione e per l’accurato lavoro svolto per far luce sui fatti. Mi auguro che, qualora dovessero essere confermate le accuse, la risposta sia fermissima ed esemplare: nessuno sconto per chi lucra sulla salute pubblica”.

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