Cronaca
19 Giugno 2026
Il 39enne Andrea Pollina, noto come Wazza, ha chiesto la messa alla prova. A querelarlo è stato Cristiano Marrella, funzionario del tribunale di Ferrara

Diffamazione al fondatore ferrarese del blog Interisti Stalinisti. Youtuber a processo

di Davide Soattin | 2 min

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C’è anche un po’ di Ferrara nel procedimento che oggi vede imputato davanti al tribunale di Vercelli lo youtuber 39enne Andrea Pollina, noto come Wazza, accusato di diffamazione aggravata. Parte civile nel processo infatti è il 36enne Cristiano Marrella, creatore e amministratore del blog Interisti Stalinisti e attualmente funzionario al palazzo di giustizia di via Borgo dei Leoni.

I fatti contestati risalgono al 23 luglio 2023. Secondo la Procura di Vercelli, Pollina, nato a Casale Monferrato, avrebbe pubblicato su X un messaggio nel quale, riferendosi a presunte minacce attribuite a Marrella, scriveva: “Interisti Stalinisti mi ha chiesto di andare a Taranto a farmi accoltellare in piazzetta. Mi sa che si sta un po’ esagerando”.

Poi, sempre secondo l’imputazione, alla richiesta di Marrella di pubblicare le prove delle presunte minacce, Wazza avrebbe risposto: “Le consegnerò alla questura dopo la querela, procedi – tu querela, se non lo fai hai qualcosa da nascondere”. E ancora, si legge: “Cioè io devo scendere giù martedì e ora ho paura che Interisti Stalinisti mi inforchi”.

Ritenendo falsa tale affermazione e sostenendo di non aver mai rivolto alcun tipo di minaccia allo youtuber, Marrella, assistito dall’avvocato Marco Casellato, ha quindi sporto querela. A seguito delle indagini, la Procura di Vercelli ha emesso nei confronti di Pollina un decreto di citazione diretta a giudizio con l’accusa di diffamazione aggravata.

Durante le scorse udienze, Wazza – divenuto celebre per la propria involontaria esposizione nel podcast Muschio Selvaggio di Fedez – ha però chiesto la sospensione del processo con la messa alla prova, manifestando la disponibilità a svolgere lavori di pubblica utilità e a risarcire il danno nei confronti della persona offesa.

Il procedimento tornerà in aula l’8 ottobre, quando il giudice sarà chiamato a pronunciarsi sulle richieste avanzate dalla difesa.

 

 

 

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