“Ferrara, città morta o silenziosa?”: il potere che non cambia
L'avvocato Fabio Anselmo commenta quanto emerso dall'ultima udienza in tribunale che vede protagonista Nicola "Naomo" Lodi
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Saranno 264.990 gli elettori ferraresi (406 sezioni) chiamati alle urne per il referendum costituzionale sulla giustizia nelle giornate di domenica 22 e lunedì 23 marzo. In totale, in Emilia-Romagna saranno oltre 3 milioni e 365mila i cittadini che voreranno
Intervento di Sergio Foschi ex Tecnologo di Ricerca (Scientist) della società Dutral spa dopo la bocciatura della maggioranza della mozione sulla riconversione ecologica del Petrolchimico di Ferrara presentata da La Comune
Non si sa cosa abbia fatto di tanto sbagliato da meritare attenzioni tanto alte. Fatto sta che un vicecommissario della Digos proprio non entrava nelle simpatie dei piani alti dell'amministrazione comunale di Ferrara
Ultimi atti della campagna referendaria. Mesi che hanno portato, fra l’altro, a un inasprimento della percezione dei magistrati nell’opinione pubblica. Così come a uno sviamento dal punto nodale della riforma proposta dal governo: ovvero il fatto che le sue conseguenze si riverserebbero direttamente sui cittadini
“Nessun crimine rimarrà impunito” è l’avvertimento lanciato da Alessandro Gulinati, leader dei No Green pass e No-vax ferraresi, che sul proprio profilo Facebook, si auspica una nuova Norimberga per i medici impegnati in prima linea nella campagna vaccinale.
Il parallelismo, come si evince dalle foto pubblicate nel post, è con il Processo ai dottori, il primo dei dodici Processi secondari di Norimberga, che tra gli imputati vide anche Karl Brandt, commissario del Reich per la Sanità, processato tra il 1946 e il 1947 e poi condannato all’impiccagione nel 1948.
E proprio a questo si rifà Gulinati, tracciando quello che a tutti gli effetti è un ignobile paragone tra chi ogni giorno lotta con il Covid per salvare vite umane e chi, invece, si è reso responsabile nella Germania nazista di pianificare e attuare il programma di eutanasia Aktion T4, che portò all’eliminazione sistematica di disabili fisici e mentali, internati, ebrei e zingari ritenuti “indegni alla vita”.
“L’impiccagione dei medici nazisti di ieri – avverte l’organizzatore dei No Paura Day ferraresi – sia di monito a quelli di oggi, la sperimentazione farmacologica contro la volontà degli individui è e rimane un reato contro l’umanità”.
Parole che hanno fatto andare su tutte le furie Simone Merli, consigliere del Partito Democratico che, sempre attraverso Facebook, non le manda a dire e replica: “Questo signore non solo si permette di scrivere e pubblicare queste oscenità (e già basterebbe), ma è anche componente della Commissione Toponomastica del Comune di Ferrara“.
Da qui, l’appello al sindaco Alan Fabbri e all’assessore alla Cultura Marco Gulinelli affinché “provvedano immediatamente a rimuoverlo da tale nomina, non rappresentando in alcun modo, anzi, deturpandoli, i valori profondi della città di Ferrara“.
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