Il caldo non concede tregua al Ferrarese. Per l'intera giornata di mercoledì 5 agosto la Protezione civile dell'Emilia-Romagna ha infatti diramato un'allerta arancione per temperature estreme
La Spal riparte con il suo marchio: ok del Comune ad Ars et Labor. La Giunta autorizza l'uso gratuito del simbolo storico per un anno. Vietato lo sfruttamento commerciale senza il via libera dell'Amministrazione
L'Azienda Usl di Ferrara ritiene necessario intervenire sul tema dei Centri diurni psichiatrici, al fine di tranquillizzare pazienti e familiari e fare chiarezza in una vicenda dove la disinformazione sta rischiando di creare allarmismo
La possibile riorganizzazione dei servizi di salute mentale nel territorio ferrarese preoccupa la Fp Cgil, che chiede all’Azienda Usl di aprire un nuovo confronto con sindacati, rappresentanze dei lavoratori, utenti e familiari
Conclusi i lavori di riqualificazione finanziati con fondi Pnrr. Il servizio rientra nella sua sede storica dopo un anno di trasferimento temporaneo e rafforza l'integrazione con la Casa della Comunità. Nei primi sette mesi del 2026 già 211 pazienti presi in carico e oltre 3.600 prestazioni erogate
di Davide Soattin
Perdita di memoria, disorientamento nel tempo e nello spazio, ma anche dimenticanze e cambiamenti di umore. Questi i principali sintomi dell’Alzheimer, una “malattia che colpisce soprattutto le persone di età avanzata, le cui prime avvisaglie possono arrivare a confondersi con il normale processo di invecchiamento”.
“Questi sintomi – spiega Franco Romagnoni, direttore delle attività socio sanitarie di Ausl Ferrara – diventano veri e propri campanelli d’allarme quando si fanno sempre più frequenti. L’importante è parlarne subito con il medico di medicina generale che continua a essere il primo punto di riferimento perché conosce la persona, la sua storia, può usare strumenti specifici per condurre una serie di indagini preliminari e dare un giudizio, prima di inviare i pazienti ai centri per i disturbi continui e le demenze. Ovvero una rete capillare di presidi e ambulatori, dove lo specialista può prendere in carico la persona per approfondire la diagnosi in un modo ancora più accurato, deciso e tempestivo”.
Fare ciò in tempo di Covid “non è stato possibile” aggiunge Romagnoni, ma “ora la normalizzazione degli accessi ambulatoriali sta rendendo nuovamente possibile l’accesso alla diagnosi”. Dopodiché viene “la cura, la presa in carico generale perché non si tratta di un problema terapeutico, ma anche di supporto alla persona e alla famiglia”. E proprio in questo ambito, si “inseriscono una serie di interventi psicosociali come gli storici Caffè della Memoria a Portomaggiore e Copparo”.
“Durante il lockdown – conclude il dirigente Ausl – c’è sempre stato un contatto telefonico con le famiglie, ma quello che è davvero importante è la ripartenza degli incontri e delle attività in presenza, ovviamente con i dovuti limiti di sicurezza indotti dal Covid. E il fatto che si riparta in due Case della Salute dimostra come esse possano essere anche case di comunità. Vale a dire un luogo in cui non si presta attenzione al lato farmacologico, ma anche a quello per un intervento dal punto di vista dell’inclusione sociale e del benessere della persona”.
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