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È una linea di demarcazione che riflette perfettamente la politica quella che distingue le Amministrazioni comunali nel loro giudizio sull’operato di bilancio delle due istituzioni sanitarie ferraresi, Asl e Ospedale Sant’Anna, con la conferenza territoriale di venerdì socio-sanitaria come luogo dello scontro tra i Comuni di centrodestra e quelli di centrosinistra o civici. I primi, infatti, si astengono per “senso di responsabilità” davanti alla pandemia, quando invece non votano contro sui bilanci 2020 delle istituzioni sanitarie lamentando mancanze diverse, mentre gli altri esprimono apprezzamenti per la tenuta del sistema sanitario in un anno straordinario e danno il loro ok senza pensarci due volte.
Il nodo del contendere, come facilmente intuibile, non è veramente il bilancio, che — grazie al rimborso delle spese sostenute per il Covid da parte della Regione — in entrambi i casi si presenta come relativamente normale grazie al recupero, per la maggior parte, delle prestazioni perdute durante il “lockdown della sanità” da marzo a giugno nel corso della scorsa estate. A finire sotto attacco sono le criticità di Asl e Ospedale Sant’Anna, con richieste di “cambi di passo” e osservazioni negative sparse un po’ per tutte le strutture.
Il primo giro di votazioni arriva dopo la presentazione del bilancio del Sant’Anna da parte della dg Paola Bardasi, che nell’introduzione cita un aumento dei costi extra-Covid di appena lo 0,16%, il rispetto degli equilibri di bilancio e un utile in leggerissima crescita rispetto al 2019 nonostante un ammanco di quasi quattro milioni e mezzo derivante dal calo delle prestazioni sanitarie e di un altro milione dal calo dei ticket. Dati che si evidenziano anche nel numero delle dimissioni, che calano del 13% da un anno all’altro. A sorpresa, si astengono tutti i Comuni a trazione di centrodestra senza ulteriori commenti: Bondeno, Cento, Comacchio, Copparo, Ferrara e Lagosanto.
È solo dopo la presentazione del bilancio di Asl che le critiche vengono rese note, nonostante per la dirigente Monica Calamai “non solo è stato recuperato il pregresso del lockdown, ma anche sui tempi di attesa, a parte che per qualche area critica, siamo in linea con i tempi previsti a livello nazionale e regionale sia per quanto riguarda la diagnostica specialistica che la chirurgia”.
Dopo il riconoscimento dello sforzo fatto da parte dell’assessore ai servizi sociali di Poggio Renatico Piergiorgio Brunello è il turno del fuoco di fila. Il primo è il sindaco di Lagosanto Cristian Bertarelli che prosegue nella sua critica all’Asl a difesa dell’ospedale del Delta, come in ogni riunione sociosanitaria — “guardando al territorio c’è una forte attenzione alla crescita delle strutture, ma dal 2019 chiediamo quale sia il percorso dell’ospedale del Delta, che sostiene un territorio dimenticato”, spiega —, prima che il suo collega di Comacchio Pierluigi Negri, laconico, annunci anche lui il suo voto contrario: “Non posso che condividere le osservazioni di Lagosanto. Per questa stagione estiva poi siamo stati privati del punto di primo intervento e della guardia medica: il mio voto non è favorevole”.
Due interventi che provocano la reazione del primo cittadino di Argenta Andra Baldini, che ricorda “dove eravamo due anni fa”, “e poi eravamo qui ad aprile a dire che i medici del pronto soccorso venivano spostati verso il Delta. Credo sia ora di guardare il territorio nel suo insieme: la sanità sul territorio non si manifesta sul singolo presidio ma su una serie di presidi”.
A tornare alle critiche ci pensa il sindaco di Ferrara Alan Fabbri, che sul pronto soccorso di Cona chiede addirittura un “cambio di passo”: “Per quanto riguarda la sanità ferrarese, siamo ancora in attesa di un cambio di passo che si è verificato solo in parte. Sul versante della fusione delle due strutture siamo ancora in alto mare, rimangono forti criticità sul pronto soccorso di Cona, il progetto del punto unico in Cittadella San Rocco non è ancora partito e sembra ancora mancare una reale strategia sul personale e sull’attrattività nei confronti delle alte professionalità”, attacca il primo cittadino, che però aggiunge come quello dell’astensione sia comunque “un voto responsabile che, consapevole delle difficoltà dovute all’emergenza pandemica e confermando la fiducia alle due direzioni, vuole sollecitare l’avvio di percorsi più concreti verso gli obiettivi che erano stati inizialmente prefissati e condivisi”. Su Cona poi “al netto dell’emergenza, è un problema che va affrontato e risolto perché non possiamo più permetterci ore e ore di attesa in una struttura inaugurata solo pochi anni fa, che dovrebbe essere un’eccellenza territoriale”.
Le critiche alle gestioni sanitarie finiscono solo con le votazioni al bilancio Asl con 12 favorevoli, 4 astenuti e 2 contrari, e lo sguardo già al prossimo bilancio: “Confermiamo comunque la nostra fiducia alle due direzioni generali e annunciamo già che il prossimo bilancio di previsione ci vedrà positivamente partecipi se vedremo riscontri concreti sui punti che abbiamo segnalato, che lo ricordiamo sono obiettivi già condivisi su cui ci attendiamo un impegno comune”, conclude Fabbri.
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