Attualità
28 Settembre 2026
A Ferrara centinaia di deroghe alla vecchia soglia. Il nuovo decreto modifica i criteri, ma restano centrali risorse e accompagnamento educativo

Scuola. A Ferrara 96 prime già in deroga, ma il nuovo 30% è un altro conto

di Elena Coatti | 4 min

Leggi anche

Spal, 2 a 0 alla Vianese. È festa per 6mila

La Spal batte anche la Vianese e allunga a tre la striscia di vittorie consecutive. Dopo i poker rifilati a Castellarano e Zola Predosa, i biancazzurri superano 2 a 0 quella che a inizio anno è stata designata come la candidata principale nella lotta per la Serie D

Il tetto del 30% per gli stranieri nelle aule delle scuole italiane non nasce con il decreto approvato il 24 settembre dal Consiglio dei ministri. A Ferrara quella soglia esiste già e viene applicata davvero: il 31 agosto l’Ufficio scolastico territoriale ha autorizzato centinaia di classi a superarla. La novità annunciata dal governo è un’altra: dal 2027/28 cambieranno i criteri con cui si decide chi finisce dentro quel 30%.

E proprio qui sta il punto: con i dati disponibili oggi non è possibile sapere quante classi ferraresi ricadrebbero davvero nella nuova soglia.

La soglia risale alla circolare ministeriale n. 2 dell’8 gennaio 2010, che fissa “di norma” un massimo del 30% di alunni con cittadinanza non italiana per classe, a partire dalle prime.

Il provvedimento ferrarese del 31 agosto di quest’anno richiama direttamente quella circolare. Le scuole possono chiedere di superare il limite e l’Ufficio valuta caso per caso: competenza linguistica degli alunni, risorse disponibili, continuità didattica e perfino l’eventuale “oggettiva assenza di soluzioni alternative”.

Per l’anno scolastico 2026/27 risultano così 407 classi o sezioni autorizzate in deroga in provincia: 339 negli istituti comprensivi e 68 nelle superiori.

Ma se si restringe lo sguardo ai soli primi anni, esclusa l’infanzia, il quadro cambia: le voci diventano 96, di cui 34 nella primaria, 42 nella secondaria di primo grado e 20 nelle superiori. Tra gli istituti con più autorizzazioni ci sono il Cosmé Tura di Pontelagoscuro con 38 classi complessive, il Bonati di Bondeno con 37 e il Bernagozzi di Portomaggiore con 34.

Ma come cambia le carte in tavola il nuovo decreto? Le 96 voci di primo anno non sono automaticamente 96 classi fuori dal nuovo limite. Alla primaria, secondo quanto annunciato dal governo, entreranno nel conteggio gli alunni con cittadinanza non italiana che non siano nati in Italia oppure non abbiano frequentato almeno due anni della scuola dell’infanzia.

Alle medie e alle superiori, invece, saranno conteggiati gli studenti con cittadinanza non italiana che non abbiano frequentato con esito positivo almeno tre anni nel sistema scolastico nazionale.

Oggi il punto di partenza è la cittadinanza. Gli altri elementi entrano dopo, quando si valuta se concedere una deroga. Con il nuovo sistema, invece, nascita e percorso scolastico entrano direttamente nel meccanismo del conteggio. È una differenza sostanziale. Per sapere quante delle attuali 96 voci supererebbero anche il nuovo 30% servirebbero dati che i documenti attuali ufficiali non contengono, quindi luogo di nascita e carriera scolastica degli studenti.

Lo stesso ministro Giuseppe Valutaria ha riconosciuto che il numero delle classi effettivamente coinvolte non è ancora disponibile nemmeno a livello nazionale.

C’è poi il nodo della redistribuzione. Il principio di distribuire gli alunni in modo equilibrato tra più scuole non è nuovo. Il decreto annunciato attribuisce però un ruolo più esplicito agli Uffici scolastici territoriali: quando le iscrizioni non permetteranno di rispettare la soglia, dovranno intervenire distribuendo gli studenti tra istituzioni scolastiche limitrofe, cercando di mantenere la prossimità al domicilio.

Calando questo principio nella realtà ferrarese: nel 2024/25 a Portomaggiore cinque scuole su sei avevano più del 30% di alunni senza cittadinanza italiana; alla Maria Montessori la quota arrivava al 57,6%, alla scuola media al 48% e alla Ida e Rina Nigrisoli al 45,1%; a Bondeno erano sopra soglia sei scuole su nove.

Sono dati costruiti con il vecchio criterio della cittadinanza e non permettono di prevedere cosa accadrà nel 2027/28. Ma mostrano chiaramente che in alcuni territori la presenza non è concentrata in una sola scuola, bensì è distribuita su più plessi. E allora la domanda diventa inevitabile: dove redistribuire gli alunni se anche le scuole vicine partono da percentuali elevate?

Il punto, dunque, non è l’arrivo improvviso di un tetto che prima non esisteva. Il 30% c’era già, quello che cambia è il modo in cui viene costruita questa percentuale. Le 407 deroghe e le 96 voci di primo anno fotografano il sistema attuale. Non dicono però quante classi ferraresi finiranno davvero dentro la nuova soglia. E allora la questione non si esaurisce nel decidere in quale scuola collocale gli alunni. Redistribuire significa trovare istituti vicini con posti disponibili, salvaguardare la prossimità alle famiglie e fare i conti con le specificità dei territori.

C’è poi il versante propriamente educativo. Gli stessi ‘Orientamenti interculturali’ del Ministero definiscono l’apprendimento dell’italiano L2 “centrale e prioritario” nei percorsi di inclusione e indicano tra gli strumenti l’insegnamento linguistico mirato e la mediazione linguistico-culturale. Una direzione che trova riscontro anche nelle indicazioni dell’Ocse: la difficoltà con la lingua di istruzione rappresenta uno svantaggio per gli apprendimenti e richiedere interventi linguistici mirati e continuativi. La stessa organizzazione osserva che la distribuzione degli studenti tra scuole deve fare i conti anche con la capacità degli istituti di offrire docenti preparati e percorsi di integrazione.

Il banco di prova del nuovo sistema, quindi, sarà quali strumenti accompagneranno quella redistribuzione: insegnamento dell’italiano L2, mediazione e sostegno alle scuole che concentrano i bisogni educativi più complessi. È su questo terreno, oltre che sulle percentuali, che si potrà misurare l’applicazione concreta di nuove regole.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com