Attualità
28 Settembre 2026
Oltre 200 partecipanti al percorso promosso da Confartigianato tra memoria, mestieri e luoghi simbolo della città estense

La storia di Ferrara passa dalle mani degli artigiani

di Redazione | 3 min

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Ferrara è tornata a camminare dentro la propria storia. Oltre 200 persone hanno partecipato alla quarta edizione di “Storie di Artigiani”, la rassegna promossa da Confartigianato Ferrara che intreccia memoria, luoghi e lavoro, riportando al centro della narrazione quelle figure che, spesso lontano dai riflettori, hanno contribuito a costruire l’identità della città.

Un viaggio nella Ferrara estense, tra palazzi, chiese e residenze, ma soprattutto tra le persone e i mestieri che hanno dato forma alla grandezza della città. Un percorso partito dalla riscoperta dell’Addizione di Niccolò II e dal matrimonio di Bartolomeo Pendaglia, per raccontare quante mani e quanti mestieri fossero necessari per trasformare una celebrazione in una pagina di storia.

“Abbiamo voluto raccontare una Ferrara diversa, quella che accanto ai duchi e ai grandi architetti mette in scena gli artigiani, i mercanti, i cuochi, i fabbri, i sarti, i muratori, i ceramisti e i musicisti – spiega Francesco Buttino, vice segretario di Confartigianato Ferrara e segretario della sezione di Cento –. Perché dietro ogni grande opera, ogni evento e ogni stagione della nostra città c’è sempre il lavoro di qualcuno. “Storie di Artigiani” nasce proprio per riportare queste persone dentro la storia e, allo stesso tempo, riportare la storia dentro la città”.

Il percorso ha poi incontrato San Francesco, in un omaggio agli 800 anni dalla sua morte, attraverso la lettura del Cantico delle Creature, per riscoprire il contributo del Santo assisano alla cultura, all’arte, alla scienza e al valore del lavoro. Quindi Lucrezia Borgia, oltre la leggenda e il racconto più stereotipato: la duchessa, la madre, l’amministratrice, l’imprenditrice e la donna che scelse Ferrara.

Spazio anche a due protagonisti meno conosciuti delle grandi cronache, ma decisivi per la crescita economica della città: Giovanni da Consandolo e Urbano Trincherio, artigiani che portarono a Ferrara produzioni strategiche come la lana e la seta. Ultima tappa dedicata a Marfisa d’Este, nella sua elegante residenza, in una storia fatta di appartenenza e fedeltà alla città.

Un filo rosso che unisce epoche e personaggi diversi: il valore delle persone e delle loro mani nella costruzione della storia.

La giornata è stata resa possibile dalla collaborazione dei Cantori del Vòlto, del Rione Santa Maria in Vado, con figuranti e danzatrici, dei Frati di San Francesco e delle Sorelle Clarisse del Monastero del Corpus Domini, dell’Istituto Vergani Navarra, che ha ospitato la partenza, e del Tennis Club Marfisa, che ha consentito l’accesso alla Palazzina. Fondamentale anche il sostegno del Comune di Ferrara, che per il quarto anno consecutivo ha creduto nel progetto.

“Il ringraziamento più grande va alle oltre 200 persone che hanno scelto di camminare con noi – conclude Buttino –. La storia non è soltanto qualcosa da studiare o da raccontare: può tornare a vivere quando una comunità decide di custodirla. E oggi Ferrara, per qualche ora, è tornata a raccontarsi attraverso le persone, i luoghi e il lavoro che l’hanno resa quella che conosciamo”.

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