Politica
10 Giugno 2021
L'estensore del decreto ospite martedì sera in streaming alla discussione del Pd ferrarese per fare il punto sullo stato dell’iter normativo della legge contro la fobia della diversità dall’eteronormatività

Alessandro Zan commenta il suo ddl: “Salvini e Meloni vanno contro il 51% dei propri elettori”

di Redazione | 4 min

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“Quando si parla di diritti e di diritti delle persone dobbiamo esserci. La discussione di questi mesi è stata molto incentrata dal punto di vista tecnico giuridico, sulla libertà di pensiero e su cosa questa legge inibisce. Questo mi ha preoccupato se non sconvolto, perché aldilà degli aspetti giuridici questa è una battaglia culturale e non lessicale”. Così il segretario provinciale del Pd Nicola Minarelli ha aperto, martedì sera in streaming, la discussione del Pd ferrarese sul ddl Zan organizzata allo scopo di fare il punto sullo stato dell’iter normativo della legge contro la fobia della diversità dall’eteronormatività e mettere alcuni punti fermi in contrasto alla propaganda delle opposizioni sul contenuto del disegno di legge.

“Il fatto che questa battaglia culturale sia giocata in termini di inasprimento delle pene la dice lunga di quanto siamo lontani dal far entrare questo concetto nella coscienza collettiva. Sono sindaco di un comune di 12mila abitanti, e dall’inizio della pandemia abbiamo avuto un centinaio di positivi all’interno delle scuole. Alla metà di maggio, gli ultimi 5 positivi erano bambini pakistani e la fine della quarantena ha coinciso con la festa della fine del Ramadan. Ho avuto 75 mamme con la bava alla bocca che mi hanno chiesto, in barba a ogni protocollo, che i bambini pakistani venissero sottoposti a tampone prima di essere riammessi a scuola perché “chissà cos’è successo durante il Ramadan”, ha continuato Minarelli — che è anche sindaco di Portomaggiore, ndr — per sottolineare il razzismo latente nella popolazione prima di passare la parola all’estensore del ddl Alessandro Zan.

“C’è un fortissimo ostruzionismo di una destra che in Italia non è europea ma sovranista e guarda ai Paesi più arretrati come l’Ungheria e la Polonia dove i diritti civili stanno venendo smantellate, mi vengono in mente l’aborto e le Lgbt-free zone. Salvini e Meloni qui fanno i filo-governisti, poi vanno in quei Paesi a flirtare con Orbàn e Duda. In Italia abbiamo un problema di omofobia e di misoginia, e limitare i diritti civili è il primo passo per limitare le libertà democratiche, ed è l’esatto contrario di quello che hanno voluto i padri costituenti”, spiega infatti Zan che aggiunge poi come “le due persone dello stesso sesso che vengono aggredite perché si tengono per mano non vengono aggredite per futili motivi come dice la destra, c’è il fatto che viviamo in una società che ha ancora le tossine di un retaggio culturale patriarcale e sessista, che autorizza determinate persone che sono cresciute con questi stereotipi che poi sono diventati pregiudizi, poi odio e infine violenza. In questo Paese serve una rivoluzione culturale perché di quelle aggressioni ne vediamo troppe”.

“Oggi siamo all’apice del fenomeno della misoginia online, e questo sta a significare che i crimini d’odio non riguardano solo le minoranze, ma tutte le persone colpite per la propria condizione, dove se esci fuori dai canoni eteronormativi sei vittima dei crimini d’odio. È per questo che i Paesi si sono dotati di leggi contro i crimini d’odio, non perché i gay o le donne siano vulnerabili in quanto tali, ma perché vivono in una società particolarmente vessatoria e violenta. È per questo che le istituzioni devono intervenire. Questo non significa che tutti gli italiani siano così, abbiamo tutti gli indicatori che ci mostrano come gli italiani siano più avanti. Le rilevazioni demoscopiche dimostrano come fino al 75% degli italiani siano favorevoli a una legge contro i crimini d’odio, incluso il 51% degli elettori di centrodestra. Salvini e Meloni non si stanno muovendo in sintonia con i loro elettori, stanno cercando di spostare culturalmente questo paese. Questa legge decide dove si posiziona l’Italia, se con i Paesi più avanzati d’Europa o no, questa è una leva culturale molto importante per questo paese”, ha concluso poi Zan.

“Sul ddl Zan sono state dette tantissime falsità, una a su tutte che si va a ledere la libertà di parola e opinione, ma c’è un articolo specifico, il tre, che invece indica che questo non è vero e il Pd non avrebbe mai supportato una proposta di legge di questo tipo. Questa è una delle fake news che le opposizioni fanno girare, insieme a quella secondo la quale questa legge si proponga di prevenire che possano avvenire gli atti d’odio, mentre si va a colpire che induce a commetterli”, è invece il commento della senatrice ferrarese del Pd Paola Boldrini secondo la quale poi, dopo l’approvazione della normativa, “servirà moltissima cultura ovunque, non solo nelle scuole, ma anche nell’apparato giudicante che a volte ha dei preconcetti derivanti da retaggi che vanno a influenzare le loro motivazioni”.

“È stata incardinata”, ha aggiunto Boldrini, “anche se non con poca difficoltà, la discussione del dll, ma il relatore è lo stesso presidente della commissione che sapete di che parte politica è. Il relatore però può decidere su quali emendamenti possono andare avanti o no, quali audizioni fare e quali testi chiedere. Ecco perché nonostante ci sia un Paese più avanti c’è una classe politica che non lo rappresenta, ed è chiaro il disegno di questo metodo. Il nostro è un lavoro importante a favore dei diritti, e siamo felici di aver ricevuto un riscontro da parte della società civile”.

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