È stata davvero rispettata la norma del regolamento urbanistico? Quel 50% di struttura da preservare nonostante l’abbattimento è davvero mantenuto dalle sola fondamenta e dal vasto piano interrato. E anche in caso affermativo, è questo il senso della norma?
Sono le domande alle quali la procura cercherà una risposta nel corso dell’indagine sulla demolizione dell’ex caserma della Guardia di finanza di viale Cavour, sulla quale il pm Ciro Alberto Savino ha aperto un fascicolo conoscitivo, anche a seguito di un esposto presentato dalla consigliera comunale Anna Ferraresi.
L’indagine ha già visto un accesso demandato dal pm alla Polizia municipale sul luogo del cantiere, al civico 65 di viale Cavour, al quale risulta abbia presenziato, non si sa in quale veste trattandosi di attività di polizia giudiziaria, anche il vicesindaco e assessore Nicola Lodi, e l’acquisizione della documentazione relativa.
Al momento, anche per identificare eventuali ipotesi di reato, l’obiettivo principale è capire se la demolizione dell’edificio – che venne anche bloccata perché il Comune ne aveva dato il via libera prima di aver concluso la procedura di valutazione dell’intervento che interessava un edificio vincolato per il regolamento urbanistico comunale – sia stata rispettosa dei vincoli, visto che è stato raso al suolo.
Le ipotesi a questo punto sarebbero due: o tutto è stato fatto in regola o, in caso contrario, il Comune ha dato il secondo via libera sulla base di attestazioni e documentazioni non corrette.
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