Attualità
17 Dicembre 2020
E' la richiesta alle forze politiche avanzata dalla Camera Penale Ferrarese e dall'Osservatorio Carcere

Covid in carcere: “Priorità nella vaccinazione anche a detenuti e personale”

di Redazione | 2 min

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Il sovraffollamento delle carceri e la diffusione del Covid fra i detenuti, fenomeno che ha spinto il Partito Radicale a lanciare un appello alle istituzioni e a Rita Bernardini a iniziare uno sciopero della fame, viene ora posto all’attenzione delle forze politiche anche dalla Camera Penale Ferrarese assieme all’Osservatorio Carcere.

Il richiamo in questione riguarda la diffusione del vaccino Covid 19 anche all’interno delle carceri, assenti al momento dalle priorità individuate dal Governo nel proprio piano strategico. Come fanno notare Camera Penale Ferrarese e Osservatorio Carcere, infatti, le categorie prioritarie da sottoporre a vaccinazione sono operatori sanitari e sociosanitari, residenti e personale delle Rsa per anziani, persone in età avanzata, “priorità queste assolutamente condivisibili, ma certamente non esaustive”.

“Sebbene attualmente non siano segnalate particolari criticità all’interno del carcere ferrarese (a differenza di quanto accade proprio in questi giorni nel vicino carcere bolognese), come ben sappiamo basta un attimo perché si possa accendere un focolaio, così come può accadere in qualsiasi ambiente di questo tipo”, avvertono Camera Penale e Osservatorio Carcere.

“Invero – aggiungono – i detenuti vengono in contatto con personale proveniente dall’esterno, e un contagio potrebbe sempre verificarsi, nonostante tutte le attenzioni e precauzioni del caso. Le misure messe in campo dal Governo, in occasione della seconda ondata di contagi, ancora una volta appaiono quanto meno insufficienti, prevedendo ancora la detenzione domiciliare subordinata alla disponibilità dei braccialetti elettronici (limitando tuttavia la concessione del beneficio, introducendo il divieto di scioglimento del cumulo, nello specifico in relazione ai casi di connessione di procedimenti ex art. 12 lett. b) e c) c.p.p.)”.

La richiesta alle forze politiche è di valutare con attenzione “l’esigenza di preservare l’incolumità di chi vive e di chi opera all’interno delle carceri italiane, ambiente dove lo Stato deve sì “rieducare” i condannati ad una pena detentiva, ma deve altresì garantire la loro salute e quella di tutti coloro che ogni giorno svolgono il loro lavoro (anche attraverso il riconoscimento a una priorità nella vaccinazione)”.

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