Attualità
19 Agosto 2026
Alcune decine di persone davanti alla cattedrale chiedono al Governo il rispetto delle Risoluzioni Onu oltre all'imposizione di "sanzioni economiche a Israele per fermare l'occupazione illegale e il genocidio ancora in corso a Gaza"

Rete Pace: “Stop all’occupazione illegale di Israele in Cisgiordania”

di Pietro Perelli | 3 min

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Davanti alla cattedrale con le bandiere della Palestina e della Pace, mercoledì 19 agosto alle 19, alcune decine di persone metto il loro corpo e le loro letture per denunciare ciò che sta accadendo in Cisgiordania, chiedendo lo stop dell’occupazione.

Il presidio, organizzato da Rete Pace, chiede al Governo Italiano e alla Comunità Internazionale il rispetto delle Risoluzioni Onu oltre all’imposizione di “sanzioni economiche a Israele per fermare l’occupazione illegale e il genocidio ancora in corso a Gaza”.

Orami da una settimana è rimbalzata su tutti i media, nazionali e internazionali, la notizia di coloni israeliani che assediano due famiglie palestinesi a Qusra, vicino a Nablus, in Cisgiordania. Famiglie rimaste senza cibo e senz’acqua, staccata, così come l’energia elettrica, dai coloni.

La figlia di due anni di una delle due famiglie palestinesi ha anche avuto la febbre alta ma non potendo chiamare il medico i suoi genitori hanno contattato direttamente la Mezzaluna Rossa che ha inviato l’ambulanza. I coloni, ormai accampanti fuori dalle case, hanno però impedito al mezzo di passare e lo avrebbero anche speronato con un mezzo pesante in loro possesso.

Solo l’intervento dell’esercito israeliano avrebbe consentito, dopo lunghe ore di attesa, l’accesso alla casa dell’ambulanze che ha così potuto soccorrere la bambina e consegnare cibo alle famiglie.

Nonostante questo intervento però l’esercito non pare aver fatto praticamente nulla per fermare i coloni. Anzi, come riporta il Post, appena i coloni hanno iniziato ad accamparsi le due famiglie palestinesi, gli Hassan e gli Abu Ridi, hanno contattato i militari che una volta arrivati invece di intervenire avrebbero salutato calorosamente i coloni.

Rete Pace ricorda che questa non è “una situazione eccezionale” infatti “secondo dati dell’apparato di sicurezza israeliano, nei primi sei mesi del 2026, in Cisgiordania, si sono verificati 660 episodi di violenza ‘nazionalistica’ dei coloni contro 405 avvenuti nello stesso periodo del 2025”.

Ricordano come “174 bambini, più di un bambino ogni settimana, sono stati uccisi in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est occupata, dal gennaio 2024”. “Oltre 1500 bambini palestinesi – aggiungono – sono rimasti feriti nello stesso periodo. Bambini colpiti da proiettili, picchiati, accoltellati e aggrediti con spray al peperoncino”.

E ancora: “Almeno 355 bambini palestinesi provenienti dalla Cisgiordania sono attualmente detenuti in carceri militari israeliane. Quasi la metà, ovvero 164 bambini, sono detenuti senza accusa ne processo”.

Nel settembre del 2024 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvò una Risoluzione da cui l’Italia si astenne “che imponeva a Israele di porre fine, entro 12 mesi, alla sua presenza illegale nei territori palestinesi”. Nonostante ciò il governo israeliano ha “accelerato l’espansione e l’autorizzazione di nuove colonie in Cisgiordania, approvando decine di nuovi insediamenti e decine di migliaia di unità abitative”.

Non solo, Israele, aggiungono, “controlla la maggior parte delle fonti e delle falde acquifere della Cisgiordania e garantisce ai palestinesi, che spesso rimangono senza acqua corrente, una quantità molto inferiore a quella che garantisce ai coloni”. Coloni che “spesso deviano l’acqua destinata ai campi coltivati da Palestinesi per usi privati come il riempimento di piscine”.

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