Coppia trovata morta in casa. Si esclude l’omicidio
Erano tre giorni che i vicini non li vedevano entrare o uscire di casa, Nemmeno sentivano rumori provenire dal loro appartamenti.. E così si sono decisi a chiamare il 112
Erano tre giorni che i vicini non li vedevano entrare o uscire di casa, Nemmeno sentivano rumori provenire dal loro appartamenti.. E così si sono decisi a chiamare il 112
L'uomo, residente a Modena, si trovava al Bagno Oasi con moglie e figlia. Nonostante i tempestivi soccorsi di bagnini e 118 per lui non c'è stato nulla da fare
Il sessantenne, titolare della Emmezeta Impianti e conosciuto dagli amici come "Gnegno", ha perso la vita in un incidente con un'auto nel territorio di Camugnano sabato 30 maggio
L'incidente nel pomeriggio di sabato 29 maggio a Bargi-Pianacci, nel comune di Camugnano. Inutili i soccorsi, ferito lievemente il conducente dell'auto coinvolta
Avrebbe ucciso la moglie impugnando un coltello, Vladimiro Lombardi, il 52enne ferrarese fermato per il femminicidio della 50enne Samanta Zironi, trovata senza vita all'interno della loro abitazione, un appartamento al primo piano di un condominio Acer al civico 25 di via Stefano Gatti Casazza, al Barco
Sono necessarie altre indagini per capire davvero il ruolo che rivestivano, o che non rivestivano, gli amministratori del gruppo facebook Pinguini estensi nel diffondere a piene mani odio e meschinità sul social di Zuckerberg.
Si tratta della terza richiesta che il gip rivolge al pm Isabella Cavallari in corso di investigazioni da parte della procura. Le indagini erano scoppiate dopo l’inchiesta di Estense.com che aveva portato alla luce la sacca di inaudita violenza verbale di cui si cibavano gli iscritti al gruppo. Gruppo amministrato da nove persone che, anziché moderare gli incitamenti alla violenza diffusi a piene mani sulla pagina, spesso bannavano chi si permetteva di far notare parole sopra le righe o chi chiedeva un filtro più scrupoloso.
Il gruppo – che prima di essersi ‘autosospeso’ contava quasi 5mila membri tra i quali anche assessori della giunta di Alan Fabbri – venne creato nel novembre 2019 da Sergio Tracchi, l’edicolante ferrarese amico e simpatizzante del vicesindaco Nicola Lodi, tanto da accompagnarlo spesso nelle famose dirette che hanno creato il personaggio Naomo.
Con Tracchi ci sono altri fedelissimi leghisti come Raffaella Breveglieri, tra i protagonisti dello shitstorming contro Estense.com e finita agli onori delle cronache per la sua volontà di bonificare il campo nomadi con il lanciafiamme. Tra i nomi c’è anche quello di Paolo Pennini, ex attivista del M5S e candidato alle comunali nella lista civica di centrodestra Ferrara Cambia di Andrea Maggi.
I Pinguini finirono anche in un servizio televisivo di Alessio Lasta per Piazza Pulita e il risalto mediatico spinse Ilaria Cucchi – tra le prede predilette del branco di haters – a denunciare 48 commentatori e i 9 amministratori e moderatori del gruppo, oltre che di concorso in diffamazione, anche di istigazione a delinquere e apologia di reato aggravati e di associazione per delinquere.
Ora, dopo le indagini del pubblico ministero l’ipotesi di reato è diffamazione semplice. Non ricorre quella aggravata, che accompagna in genere la diffamazione a mezzo stampa, alla quale è equiparata quella su Facebook per la diffusione, dal momento che il gruppo era chiuso e visibile solo agli iscritti.
Ma, nonostante la richiesta di archiviazione, per il gip Carlo Negri sono necessarie ulteriori indagini. Il gip ammette che ci sono state diverse difficoltà – puntualmente evidenziate dalla polizia giudiziaria – in merito all’acquisizione dei contenuti delle conversazioni di contenuto potenzialmente diffamatorio. La stessa Polizia Postale in agosto aveva scritto in una nota che “non si può escludere a priori che un’accurata analisi forense dei dispositivi in uso agli amministratori o moderatori possa eventualmente consentire di individuare file ed immagini memorizzati nella cache o altri elementi utili”.
Su queste basi il tribunale ritiene opportuno che la procura valuti la possibilità di approfondire – anche eventualmente assumendo a sommarie informazioni testimoniali ulteriori persone informate dei fatti – il tema del ruolo concretamente svolto dai moderatori e amministratori del gruppo “in ordine alle lamentate censure per accertare il carattere neutrale o meno degli interventi” e, quindi, “la eventuale sussistenza di comportamenti pertinenti a sollecitare le frasi diffamatorie”.
Il provvedimento del giudice viene accolto con favore dall’avvocato Denis Lovison, che difende gli amministratori del gruppo, dal momento che “non è stata disposta l’imputazione coatta per i miei assistiti, ma sono stati disposti alcuni approfondimenti investigativi. Ben vengano perché chi è innocente non teme la ricerca della verità. Continuiamo a sostenere che chi ha offeso e diffamato all’interno di un gruppo Facebook debba rispondere del proprio comportamento, del quale però non possono essere chiamati a rispondere automaticamente anche amministratori e/o moderatori del gruppo sui quali non può incombere una responsabilità penale di natura oggettiva”.
Per l’avvocato Fabio Anselmo, che assite Ilaria Cucchi, invece, “quale che possa essere l’esito delle indagini suppletive disposte dal giudice, ritengo che gli amministratori di questo gruppo chiuso vadano puniti ancor di più di coloro che diffamavano al suo interno. Non si tratta di una pagina pubblica impossibile da controllare ma di un gruppo numeroso di persone che sono pronte a bannare ed espellere coloro che si limitano soltanto a dissentire dalle idee “politiche” dominanti. Ma lasciano ben evidenti gli insulti contro persone che nemmeno vi fanno parte”.
E ora “tentano di nascondersi. Sono soddisfatto non tanto per quanto per Ilaria Cucchi, che ne ha subite ben di peggio. Mi sorprende che la sua denuncia non veda ancora indagati. Spero si tratti di un errore”.
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