Attualità
27 Ottobre 2020
La protesta dei genitori dopo l'ennesima segnalazione all'assessore Kusiak: "Nemmeno una passerella a due mesi dalla riapertura"

Bambini nel fango alla Casa del Bambino: “Ma dal Comune nessuna risposta”

di Redazione | 2 min

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I giardini della Casa del Bambino in corso Biagio Rossetti sono in una “condizione indegna” con bambini e genitori che dopo ogni pioggia sono costretti ad attraversare una “palude di fango”. Genitori che dopo la segnalazione e la richiesta di intervento del Comune sono ancora in attesa. E di tempo, oltre che di acqua, ne è passato.

“E’ dall’inizio della scuola – spiegano le famiglie della Casa del Bambino – che stiamo segnalando, ogni volta che piove, la condizione indegna dei giardini della nostra scuola. Non siamo certo preoccupati che i nostri bambini e le nostre bambine si sporchino di fango, ma che si facciano del male. Oltre ad un ramo caduto qualche settimana fa infatti, ogni volta che piove, bambini, bambine e genitori si trovano costretti ad attraversare una palude di fango davvero molto scivolosa”.

In un incontro con l’assessora Kusiak, tenutosi il 6 ottobre scorso, i genitori avevano segnalato segnalato l’urgenza della risistemazione e messa in sicurezza dei “tre meravigliosi giardini che rendono la nostra scuola speciale”. “A maggior ragione quest’anno – aggiungono i genitori – in cui gli esperti consigliano a gran voce di sperimentare il più possibile la outdoor education, avevamo chiesto che fossero attrezzati non solo per il gioco, ma anche per la didattica”.

Eppure, nonostante le scuole siano rimaste chiuse per mesi “ci troviamo, a quasi due mesi dalla riapertura, non solo senza nessun arredo esterno, ma addirittura ad affogare nel fango”. Da qui la nuova richiesta più di 10 giorni fa che quantomeno venissero prese delle misure provvisorie e in emergenza per far entrare a scuola in sicurezza le famiglie e il personale, “ma, nonostante le promesse di un intervento celere, ad oggi la situazione è la medesima”.

“Ci chiediamo quindi – concludono i genitori della scuola – se per avere una passerella di legno e della ghiaia non sono bastati più di 10 giorni, quanto occorrerà per avere dei giardini fruibili anche per la didattica? Abbiamo fatto tanto, tutti e tutte, perché le scuole potessero riaprire in sicurezza, davvero vogliamo scivolare in una pozza di fango?”

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