Cronaca
1 Febbraio 2020
I fatti risalenti al 2012-2013, la banda venne sgominata dalla Polizia con l'operazione “Spritz”. Rifornimenti dalla Calabria e nell'anello superiore un ex Mala del Brenta

Traffico di cocaina e marijuana, in otto a processo

di Daniele Oppo | 2 min

Leggi anche

Amsef passa di mano: offerti 10 milioni di euro, vendita entro giugno

Sono state aperte le buste per la gara di cessione di Amsef, l'azienda funeraria di Ferrara. A vincere è l’Ati composta da due aziende, Euro Funerali di Torino e Reverberi di Reggio Emilia, che ha rilanciato con una proposta più del doppio rispetto alla base d’asta: 10 milioni di euro, rispetto ai 4,250 di partenza

Peculato per oltre 370mila euro. Avvocata ferrarese rischia sei anni

Sei anni di condanna con rito abbreviato: è la pena che il pubblico ministero Ciro Alberto Savino ha chiesto ieri, mercoledì 18 marzo, al termine della propria requisitoria davanti al giudice per l'udienza preliminare Marco Peraro del tribunale di Ferrara, nei confronti di un'avvocata ferrarese, specializzata in diritto amministrativo e civile, accusata di peculato per oltre 370mila euro

Caso Cidas, Bertarelli assolto con formula piena

Sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste nel caso Cidas per Daniele Bertarelli, presidente dell'omonima cooperativa sociale ferrarese, finito a processo con l'accusa di induzione indebita a dare o promettere un'utilità

Coniugi presi a colpi di fiocina. L’assalitore sceglie il rito abbreviato

Sarà processato con rito abbreviato Sergio Borea, il 64enne attualmente nel carcere di via Arginone, accusato del duplice tentato omicidio di Lauro Collini e Graziana Arlotti, i due coniugi che - lo scorso 25 aprile - furono presi a colpi di fiocina nella loro abitazione di via Copparo, a Boara

Sono rimasti in otto, le altre posizioni sono state stralciate, chiuse con i riti alternativi. Ma dentro ci sono ancora i due vertici, Ferdinando Scremin, il ‘nuovo Maniero’, ex nuova Mala del Brenta, e Assunto Luigi Morabito, calabrese di Platì venuto al nord, prima a Occhibello e poi a Ferrara. Venerdì mattina sono sfilati i primi testimoni nel processo a carico della banda dello spaccio sgominata nel febbraio del 2018 a conclusione dell’operazione “Spritz” della Squadra Mobile.

A finire nella rete degli inquirenti, tra rifornitori di droga, pusher e anche consumatori, furono in tutto in 14, quasi tutti italiani a parte una donna moldava. L’accusa è quella di aver organizzato un vasto traffico di marijuana e cocaina a Ferrara, ma anche a Occhiobello e nell’hinterland milanese, negli anni tra 2012 e 2013. La Squadra Mobile, coordinata allora dal sostituto procuratore Stefano Di Benedetto, effettuò un’enorme attività d’intercettazione – 33mila conversazioni registrate su 24 utenze telefoniche – e documentò decine e decine di scambi di droga.

Oggi sotto processo, oltre a Scremin (avvocato Massimo Bissi) e Morabito (avvocato Simone Bianchi), sono rimasti Stefano Scremin, 53 anni (avvocato Alberto De Luca); Franco Candela, 46 anni (avvocato Salvatore Mirabile); Daniele Pressamariti, 31 anni (avvocato Mirable); Natalia Cazacu, unica donna e unica straniera, 37 anni (avvocato Andrea Zardi); i ferraresi Gianni e Marco Atti rispettivamente di 63 e 29 anni (difesi rispettivamente dagli avvocati Giampaolo Remondi e Andrea Ferrari).

Nell’udienza di ieri davanti al giudice Giulia Caucci sono stati sentiti il perito del Tribunale che ha trascritto le intercettazioni – e che ha chiesto altri 30 giorni di tempo per poter completare l’attività – e un ex imputato che ha già patteggiato: Nicola Dalle Molle, che insieme alla compagna era uno dei selezionati pusher al dettaglio. Ha riferito di alcuni scambi di droga, smentendo anche almeno tre cessioni che avrebbero coinvolto Morabito.

Proprio Morabito, insieme a Ferdinando Scremin, costituiva il vertice della banda che riforniva di marijuana e cocaina gli spacciatori e la città estense. I due ricevevano a loro volta la marijuana da due calabresi: Franco Candela e Daniele Pressamariti che secondo gli inquirenti rifornivano anche dei giri di droga della Romagna.

Il nome dell’operazione viene dal linguaggio in codice usato dagli imputati per concordare le cessioni di droga, chiamata “spritz”, ma anche “panettone”, “aperitivo”, “caffè”, “berretti”, “arance”, “fragole”, “bigliettini”, “depliant”.

La prossima udienza è stata fissata per il 17 aprile, quando verranno sentiti gli investigatori.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com