Cronaca
31 Ottobre 2019
Il giudice del lavoro dà ragione all'educatrice di 38 anni e condanna il nido al risarcimento del danno

Accusata di maltrattamenti e assolta, anche il licenziamento fu ingiusto

di Daniele Oppo | 2 min

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Prima l’assoluzione dalla pesantissima accusa di aver maltrattato dei bambini a scuola, ora la sentenza del giudice del lavoro che le dà ragione anche sull’illegittimità del suo licenziamento dal nido. Può tornare a sorridere l’educatrice di 38 anni accusata – ingiustamente per quanto emerso dal processo – di aver usato le maniere forti su alcuni bambini in una struttura cittadina (oggi chiusa) e per questo licenziata.

A marzo il giudice penale l’aveva già assolta con la formula più piena – il fatto non sussiste -, il 29 ottobre è arrivato anche il pronunciamento del giudice del lavoro Alessandra De Curtis che ha accertato e dichiarato la “illegittimità del licenziamento ante tempus intimato per giusta causa” dal nido il 13 febbraio del 2017, condannando la struttura a risarcire il danno quantificato poco più di 5mila euro, oltre al pagamento delle spese legali e di giudizio.

“Siamo contenti che anche questo processo si sia concluso positivamente per l’educatrice” dichiarano all’unisono gli avvocati Denis Lovison, che la ha difesa nel processo penale, e Mariastella Ture e  Giovanna Mestieri che hanno seguito la parte civile. “Non solo era stata ingiustamente accusata di maltrattare i bambini, ma sulla base di quelle accuse era stata anche ingiustamente licenziata. Oggi  – concludono – giustizia è stata fatta, anche se nessuno le potrà ripagare per la sofferenza patita in questi anni e ciò ripaga anche chi l’ha difesa dell’impegno profuso”.

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