Argenta, ai domiciliari l’infermiere indagato per omicidio in ospedale
Non è più in carcere, ma agli arresti domiciliari, il 44enne Matteo Nocera, l'infermiere indagato per la morte sospetta del paziente 83enne Antonio Rivola
Non è più in carcere, ma agli arresti domiciliari, il 44enne Matteo Nocera, l'infermiere indagato per la morte sospetta del paziente 83enne Antonio Rivola
C'è anche il 56enne ferrarese Alberto Cervellati tra i dieci dei dodici indagati iniziali per cui la Procura di Ravenna ha formulato richiesta di rinvio a giudizio nell'ambito dell'inchiesta aperta dopo l'ultima delle tre alluvioni
Pauroso incidente stradale a Ponti Spagna, frazione di Bondeno, dove un uomo di 71 anni è rimasto gravemente ferito dopo aver perso autonomamente il controllo della propria moto da cross, cadendo a terra
Dopo aver vinto nel dicembre 2024 la categoria cruising della regata Atlantic Rally for Cruisers (Arc), partendo dalle Canarie e tagliando per prima il traguardo di Santa Lucia nei Caraibi, l'equipaggio dell’imbarcazione a vela MaiMai, ha compiuto un'altra impresa
Dopo il deposito delle quasi 130 pagine di motivazioni con cui il gup Andrea Migliorelli ha spiegato il modo in cui è crollato - nella quasi totalità - l'impianto accusatorio nel processo Fiera bis, la difesa di Filippo Parisini, ex presidente dell'ente, prosciolto dalle accuse più gravi, commenta con soddisfazione quanto scritto dal giudice

(archivio)
La procura aveva chiesto tre anni di reclusione, le parti civili danni per centinaia di migliaia di euro. Il giudice invece ha stabilito che l’educatrice a processo per maltrattamenti sia completamente innocente, mandandola assolta perché il fatto non sussiste.
Prevale dunque la tesi difensiva nel processo che vedeva su una maestra di 38 anni pendere l’accusa di aver fatto del male ad alcuni bambini in un nido della città, percuotendoli anche con pugni. Le prove, a dire il vero, non sono mai state forti e nessuno ha mai davvero visto la donna avere atteggiamenti violenti con i bambini, solo severi, come anche dai lei stessa ammesso, ma la distanza tra le due cose è siderale.
“Sono felice perché dopo quasi due anni di processo finalmente sono riuscita a dimostrare la mia innocenza ponendo fine a un incubo – commenta la donna -. Ho sempre saputo di non aver commesso i fatti che mi sono stati attribuiti, ma ho sempre avuto paura di non essere in grado di dimostrarlo processualmente e per questo ringrazio il mio avvocato che è riuscito a far emergere la verità”.
“Sono soddisfatto per la decisione del giudice che ha dimostrato competenza e coraggio perché sarebbe stato meno impopolare condannare vista la tipologia di reato – commenta proprio il legale, Denis Lovison -, ma evidentemente ha valutato appieno e con serenità le argomentazioni di questa difesa assolvendo l’imputata dalle pesanti accuse che erano state formulate da alcuni genitori. Il processo ha dimostrato che maltrattamenti non ce ne sono stati e mi rallegro di questo fatto anche per i bimbi e per i genitori che possono state più sereni”.
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