Scuola pubblica, nove tagli nel personale Ata
Ci sarebbero nuovi tagli all'orizzonte per la scuola pubblica ferrarese, in particolare per quanto riguarda il personale Ata, assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici
Ci sarebbero nuovi tagli all'orizzonte per la scuola pubblica ferrarese, in particolare per quanto riguarda il personale Ata, assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici
Un'odissea senza fine per poter riuscire a ottenere nuovamente la propria patente. È quella denunciata dall'avvocato Aurora Bondi, legale che assiste tre clienti ai quali è stata revocata la patente di guida dopo essere stati "pizzicati" ubriachi mentre erano al volante delle loro automobili
Avrebbe sfruttato i colloqui col compagno detenuto o l'invio di pacchi postali per introdurre - o tentare di introdurre - dosi di hashish e cocaina all'interno del carcere di via Arginone. Droga che poi, stando alla ricostruzione degli investigatori, l'uomo avrebbe venduto ad altri detenuti, alimentando un giro di spaccio
Prima le botte e la minaccia con un'arma bianca per rapinarlo, poi il ricatto: 500 euro per riottenere i propri beni. È l'accusa di cui deve rispondere un 29enne di nazionalità pakistana, oggi a processo - davanti al collegio del tribunale di Ferrara - con molteplici accuse
Da una parte la Procura, che ha chiesto il rinvio a giudizio; dall'altra le difese, che puntano alla derubricazione dell'accusa da rapina impropria a tentato furto. È questo, in sintesi, quanto accaduto ieri mattina, giovedì 21 maggio, durante l'udienza preliminare del processo a carico di due uomini italiani di 45 e 40 anni

(archivio)
La procura aveva chiesto tre anni di reclusione, le parti civili danni per centinaia di migliaia di euro. Il giudice invece ha stabilito che l’educatrice a processo per maltrattamenti sia completamente innocente, mandandola assolta perché il fatto non sussiste.
Prevale dunque la tesi difensiva nel processo che vedeva su una maestra di 38 anni pendere l’accusa di aver fatto del male ad alcuni bambini in un nido della città, percuotendoli anche con pugni. Le prove, a dire il vero, non sono mai state forti e nessuno ha mai davvero visto la donna avere atteggiamenti violenti con i bambini, solo severi, come anche dai lei stessa ammesso, ma la distanza tra le due cose è siderale.
“Sono felice perché dopo quasi due anni di processo finalmente sono riuscita a dimostrare la mia innocenza ponendo fine a un incubo – commenta la donna -. Ho sempre saputo di non aver commesso i fatti che mi sono stati attribuiti, ma ho sempre avuto paura di non essere in grado di dimostrarlo processualmente e per questo ringrazio il mio avvocato che è riuscito a far emergere la verità”.
“Sono soddisfatto per la decisione del giudice che ha dimostrato competenza e coraggio perché sarebbe stato meno impopolare condannare vista la tipologia di reato – commenta proprio il legale, Denis Lovison -, ma evidentemente ha valutato appieno e con serenità le argomentazioni di questa difesa assolvendo l’imputata dalle pesanti accuse che erano state formulate da alcuni genitori. Il processo ha dimostrato che maltrattamenti non ce ne sono stati e mi rallegro di questo fatto anche per i bimbi e per i genitori che possono state più sereni”.
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