Trasferimento di Mohammad Hannoun: Ferrara tra le ipotesi più concrete
Potrebbe essere il carcere di Ferrara la prossima destinazione di Mohammad Hannoun. A riferirlo è il suo avvocato, secondo cui l’ipotesi ferrarese è concreta
Potrebbe essere il carcere di Ferrara la prossima destinazione di Mohammad Hannoun. A riferirlo è il suo avvocato, secondo cui l’ipotesi ferrarese è concreta
L'Unità di Strada della Caritas Ferrara lancia un appello ai cittadini per organizzare la cena di Capodanno per persone senza dimora e in grave marginalità
Il dibattito sull'episodio segnalato nei giorni scorsi non accenna a spegnersi. Lungo la notte del 27 dicembre, una persona senza fissa dimora ha trovato riparo dal freddo all'interno del pronto soccorso ostetrico dell'Ospedale di Cona, occupando aree destinate all'attesa di donne in gravidanza e bambini
Un intervento fuori dall’ordinario, ma emblematico del ruolo svolto dai Vigili del Fuoco, si è concluso positivamente nella serata del 30 dicembre a Bondeno
Una partecipazione intensa, sentita e calorosa ha caratterizzato oggi il funerale di Ansalda Siroli che si è svolto nella Sala del Commiato della Certosa di Ferrara davanti a oltre un centinaio di persone che hanno voluto rendere omaggio a una delle figure più significative del Novecento ferrarese, salutando per l’ultima volta con profonda gratitudine una donna il cui impegno ha segnato per sempre la comunità cittadina e l’intero movimento femminista locale

(archivio)
La procura aveva chiesto tre anni di reclusione, le parti civili danni per centinaia di migliaia di euro. Il giudice invece ha stabilito che l’educatrice a processo per maltrattamenti sia completamente innocente, mandandola assolta perché il fatto non sussiste.
Prevale dunque la tesi difensiva nel processo che vedeva su una maestra di 38 anni pendere l’accusa di aver fatto del male ad alcuni bambini in un nido della città, percuotendoli anche con pugni. Le prove, a dire il vero, non sono mai state forti e nessuno ha mai davvero visto la donna avere atteggiamenti violenti con i bambini, solo severi, come anche dai lei stessa ammesso, ma la distanza tra le due cose è siderale.
“Sono felice perché dopo quasi due anni di processo finalmente sono riuscita a dimostrare la mia innocenza ponendo fine a un incubo – commenta la donna -. Ho sempre saputo di non aver commesso i fatti che mi sono stati attribuiti, ma ho sempre avuto paura di non essere in grado di dimostrarlo processualmente e per questo ringrazio il mio avvocato che è riuscito a far emergere la verità”.
“Sono soddisfatto per la decisione del giudice che ha dimostrato competenza e coraggio perché sarebbe stato meno impopolare condannare vista la tipologia di reato – commenta proprio il legale, Denis Lovison -, ma evidentemente ha valutato appieno e con serenità le argomentazioni di questa difesa assolvendo l’imputata dalle pesanti accuse che erano state formulate da alcuni genitori. Il processo ha dimostrato che maltrattamenti non ce ne sono stati e mi rallegro di questo fatto anche per i bimbi e per i genitori che possono state più sereni”.
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