Comacchio
5 Settembre 2019
L'unione Pescatori Estensi smentisce la responsabile Daphne: "Versione blanda e precoce, la morte delle anguille rivela la presenza di inquinanti"

Moria di pesci ai Lidi, i pescatori: “Non crederemo mai ad Arpae”

di Redazione | 3 min

Leggi anche

Carabiniere picchiato in Gad. Il raid per gelosia

Sono un padre, 46enne di nazionalità macedone, e suo figlio di 22 anni gli autori dell'aggressione ai danni del carabiniere del Norm di Ferrara che, nel pomeriggio di giovedì 29 febbraio, mentre si trovava fuori servizio, è stato picchiato in via monsignor Luigi Maverna, zona in cui ha sede l'Agenzia delle Entrate, dietro la stazione ferroviaria, in Gad

Cpr, il Ministero non smentisce la costruzione a Ferrara

Il Ministero dell’Interno non conferma quanto detto dal senatore Alberto Balboni sul passo indietro in merito alla costruzione di Centro di permanenza per i rimpatri a Ferrara. A mettere in imbarazzo la maggioranza è lo stesso sottosegretario del Viminale, Emanuele Prisco, in quota Fratelli d’Italia

Avvelenò la madre col tè. La Corte d’Assise dispone un’altra perizia

La Corte d'Assise del tribunale di Ferrara ha disposto una nuova perizia psichiatrica su Sara Corcione, la 39enne accusata di omicidio premeditato aggravato dal vincolo di parentela per aver assassinato sua mamma, la 64enne Sonia Diolaiti, avvelenandola nel suo appartamento di via Ortigara

Comacchio. “Non crederemo mai a questa verità”. La ‘verità’ in questione è la spiegazione che Arpae e gli enti istituzionali preposti hanno dato nei giorni scorsi al fenomeno della massiccia moria di pesci sul litorale comacchiese. A non credere alla versione secondo la quale le cause sarebbero da ricondurre a semplice carenza di ossigeno nelle acque è l’Unione Pescatori Estensi.

“Mai credere – ribadiscono i pescatori – alla versione di quei controllori che si precipitano a dare rassicurazioni prima ancora di verificare i risultati delle analisi sulle acque e sulla fauna ittica. Sono forse state effettuate? Nel caso attendiamo i risultati, prima di credere a valutazioni empiriche e deduttive”.

“Da ambientalisti e pescatori conoscitori delle acque ferraresi non possiamo che essere scettici sulla rassicurante versione fornita frettolosamente da Arpae” conferma Marco Falciano, coordinatore Ggiv Fipsas e Upe. “L’ente di controllo nelle dichiarazioni pubbliche esclude fattori inquinanti, e riconduce tutto a una normale anossia”.

“La responsabile Carla Rita Ferrari – ricorda Falciano – precisa che tale situazione non deriva da apporti di sostanze inquinanti nelle acque di mare e attesta che il fenomeno sia da ricondurre a normali situazioni quali condizioni eutrofiche prolungate delle acque (crescita di microalghe) dovute ad apporti di acqua dolce dai bacini costieri, persistenza di condizioni di mare calmo, scarso idrodinamismo che non facilita il miscelamento/diluizione delle acque, persistente carenza di ossigeno sul fondo, marcato innalzamento delle temperature delle acque, con valori in superficie prossimi ai 30 gradi”.

“Senza dubbio – continuano i pescatori – quella fornita è un’ipotesi, in attesa di risultati delle analisi, che permette di discolpare qualsiasi possibile inquinatore sanzionabile: dagli allevatori intensivi, ai biogas, alle risaie ed altre coltivazioni, fino agli impianti di depurazione dei Comuni, spesso desueti e sottodimensionati rispetto alle esigenze urbane. Tutti soggetti responsabili a vario titolo dell’inquinamento delle acque interne ferraresi, più volte segnalati dalle Guardie Volontarie delle associazioni Fipsas ed Upe”.

“Sui portali meteo – aggiungono – si attesta che, nella settimana in cui è avvenuto il fenomeno, sulle coste ferraresi la temperatura media dell’acqua sia stata di 26,2 gradi, ben inferiore ai 30 necessari per innescare il fenomeno della proliferazione algale, descritto da Ferrari. Con 26 gradi le anguille non muoiono in mare per anossia: impossibile, le anguille in caso di necessità, respirano anche dalla pelle ma muoiono se l’inquinante che ha causato anche l’anossia e l’eutrofizzazione, le ha avvelenate. Quando muoiono anche le anguille si è di fronte ad un fenomeno inquinante di vasta portata, uno degli elementi sottovalutati dai tecnici Arpae nella loro blanda quanto precoce rassicurazione”.

“Per questo – conclude il portavoce Falciano – da ambientalisti rivendichiamo da anni la necessità fondamentale delle analisi delle acque ed anche dei campioni di fauna ittica, ma purtroppo questo accade raramente nelle acque interne, quanto raramente è possibile identificare un inquinatore responsabile che risarcisca il danno ambientale subito e ripristini lo stato dei luoghi. Da amanti del territorio ci auguriamo che dalle analisi questa volta pervenga una spiegazione più limpida e precisa sulla causa della moria, ed in particolare quella degli esemplari di anguille, sempre che l’indagine di laboratorio di Arpae non sia stata soggetta a problematiche preanalitiche, relative al campionamento e alla conservazione degli esemplari, che vanificherebbero le analisi. Il disastro ambientale avvenuto sulle nostre coste non deve passare inosservato. La verità dei fatti mostra un fenomeno drammatico tutt’altro che rassicurante e naturale, a differenza di quanto riportato nel primo momento. E’ necessario approfondire le cause, per evitare che tale evento si ripeta”.

Grazie per aver letto questo articolo...
Da 18 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com