Politica
25 Aprile 2019
Cappellari e Tarroni incontrano il commissario Vestager: "L'unico paletto sta nel non rimborsare gli speculatori, ma la legge spetta all'Italia"

Gli Amici di Carife a Bruxelles: “L’Europa ci dà spazio di manovra sui risarcimenti”

di Ruggero Veronese | 3 min

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Margrethe Vestager tra Marco Cappellari e Mirko Tarroni

“L’unico paletto ai rimborsi posto dall’Unione Europea sta nel non dover risarcire gli speculatori, ma come mettere in atto questa indicazione spetta all’Italia”: queste le parole dei rappresentanti dell’associazione Amici di Carife, Marco Cappellato e Mirko Tarroni, all’uscita dall’incontro con il commissario europeo Margrethe Vestager nella sede della Commissione Europea, a Bruxelles. Dove la funzionaria ha incontrato i rappresentanti dell’associazione ferrarese e di due dal Veneto (il Coordinamento Don Torta e Noi che credevamo nella Popolare di Vicenza) nel corso di una riunione ‘chiarificatrice’ sugli ostacoli posti dalla Ue alle procedure che vedono i coinvolti gli ‘azzerati’ di Carife e di altre cinque banche italiane.

Per le tre associazioni che si sono recate a Bruxelles, questo ostacolo era rappresentato in particolare dalla procedura del ‘doppio binario’ richiesto dalla Commissione, che per come è stato disposto dal governo italiano implica rimborsi automatici per chi è sotto una certa soglia di reddito e capitale e il ricorso a un arbitrato per chi non rientra in questa ‘corsia agevolata’. Una soluzione inaccettabile per gli Amici di Carife e i due gruppi veneti, che da mesi chiedono l’eliminazione in toto dell’arbitrato in modo da rendere automatici i rimborsi a tutti gli ‘azzerati’.

L’incontro con Vestager ha portato maggiore chiarezza sulle richieste dell’Europa: “Il commissario ci ha spiegato che l’unico vincolo che pongono alla legge è che non vada a risarcire gli speculatori, cioè le persone che facevano profitto comprando e vendendo abitualmente titoli, ma a parte questo non ha dato indicazioni specifiche sul contenuto della legge, la cui stesura spetta all’Italia”. Un’Europa insomma più ‘flessibile’ di quanto si potesse temere, ma soprattutto che chiede di applicare un criterio che guardi alla ‘tipologia’ dell’investitore, piuttosto che all’ammontare del suo investimento o dei suoi capitali correnti, che è stato invece il metodo seguito fino a questo momento dal governo italiano.

Il fatto curioso dietro questo incontro sta nelle sue tempistiche, dal momento che è avvenuto proprio la mattina successiva alla ‘notte di passione’ del Consiglio dei Ministri, che ha incluso nel Decreto Crescita le nuove norme per i risarcimenti ai risparmiatori, che vedono un allargamento della platea dei rimborsi automatici anche a chi ha capitali finanziari fino a 200mila euro (nella versione precedente la soglia era a 100mila). Una notizia che viene commentata positivamente da Cappellari, che tuttavia aspetta di leggere il testo della legge prima di esprimere un giudizio definitivo.

Il bilancio della spedizione a Bruxelles rimane comunque positivo per Cappellari e Tarroni, che spiegano di avere trovato in Vestager un interlocutore molto attento e interessato al problema: “Ci ha chiesto molte informazioni sul territorio ferrarese ed è rimasta profondamente colpita quando le abbiamo descritto la catastrofe economica che si è abbattuta su Ferrara dopo la scomparsa della Carife. E ha letto con molta attenzione anche la lettera del sindaco Tagliani che le abbiamo consegnato, promettendo che risponderà molto presto. Era un incontro il cui obiettivo era capire se il governo italiano ha ancora spazio di manovra per migliorare la legge, e possiamo dire di averlo raggiunto”.

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