Politica
29 Novembre 2018
La causa passa dal giudice di pace al tribunale ordinario. L'avvocato dei ragazzi: "Cambia solo la sede, ma troveremo l'assoluzione"

Attivisti a processo per minacce a Lodi. E Naomo scrive: “Avranno aperto il portafoglio?”

di Ruggero Veronese | 3 min

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Si alza la posta nel processo che vede imputati cinque giovani attivisti del centro sociale La Resistenza, denunciati per minacce dal segretario comunale della Lega, Nicola Lodi, per la frase “Lodi stati attento a come fischia il vento”, che sarebbe stata pronunciata durante un corteo antifascista del 23 aprile 2017 e giudicata minacciosa dal segretario leghista.

Il giudice di pace ha infatti accolto la richiesta della parte civile e rinviato gli atti in procura, nonostante la richiesta di assoluzione del pm, perché venga riformulato il capo di imputazione: da minacce semplici a minacce aggravate.

Una decisione di natura tecnica e che lascia ancora aperto il processo a qualunque esito: l’aggravante infatti non è determinata dal contenuto o dalla sussistenza delle presunte minacce, ma più semplicemente dal fatto che a essere accusato non è una singola persona ma un gruppo, e di conseguenza l’eventuale reato dovrà essere trattato come aggravato da un tribunale ordinario, e non come reato semplice da un giudice di pace.

‘Naomo’, che si è costituito parte civile ed è assistito dall’avvocato Ciriaco Minichiello, ha comunque festeggiato la decisione del tribunale con una diretta Facebook, in cui descrive l’udienza come favorevole e critica duramente i ragazzi del centro sociale per essersi presentati in tribunale in compagnia di una ventina di simpatizzanti.

“Avranno aperto il portafoglio? Ci vediamo in diretta!”, scrive sui propri canali, suscitando la reazione del centro sociale che riprende le parole di Lodi sulla propria pagina ufficiale e scrive: “Qui di sotto vi mettiamo un post che ci segnalano, e che non lascia dubbi su quale sia l’obiettivo del nostro fenomeno intimorito! Non abbiamo più parole per descrivere le continue pagliacciate a cui quotidianamente siamo sottoposti/e, ma siamo certi/e di essere dalla parte giusta”.

Al termine dell’udienza l’avvocato Minichiello commenta la decisione del giudice di pace e tocca anche l’argomento della richiesta di risarcimento economico: “Siamo molto soddisfatti della decisione di oggi perchè, al di là del discorso politico, è stata data la giusta qualificazione al fatto. Abbiamo chiesto se volevano versarci due soldini per ritirare la querela, ma adesso non si potrà più fare perché l’accusa passa alla procura”.

Il legale dei ragazzi, Bernardo Gentile, dal canto suo ricorda che la decisione del giudice di pace è stata di natura prettamente tecnica e non deve essere vista come una sorta di ‘anticipazione’ della sentenza: “Siamo fiduciosi di trovare assoluzione in giudizio – afferma l’avvocato -. L’udienza di oggi non sposta nulla e non si è entrati nel merito della vicenda. Cambia solo la sede del processo, ma non la situazione. Anzi: riteniamo che di fronte a un tribunale ordinario potremmo affrontare la discussione con ancora maggior tutela e approfondimento, e questo può andare solo a vantaggio dei ragazzi. Mi dispiace solo per loro, che sono costretti ad allungare un po’ questa situazione che li distrarrà dalle loro occupazioni, dal momento che sono tutte persone che fanno attivismo e senza ambizioni elettorali”.

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