Cronaca
8 Maggio 2016
L'ira dei manifestanti davanti alle sedi della Fondazione e del Pd dove sono state anche attaccate banconote 'azzerate'

Lancio di uova dei “No salvabanche” contro Carife e Pd

di Redazione | 3 min

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di Marcello Celeghini

È stata una manifestazione dai toni molto accesi quella dell’associazione ‘No Salva-Banche’ svoltasi sabato pomeriggio per le vie del centro. Erano circa un centinaio le persone presenti, provenienti per lo più dalla Toscana (Arezzo e Empoli), pochi in verità i ferraresi che si sono aggregati al corteo partito da piazza Castello sotto lo sguardo incuriosito di passanti e turisti. I momenti di maggiore tensione si sono avuti davanti alla sede della Fondazione Carife in via Cairoli e in via Frizzi davanti la sede provinciale del Pd, dove i manifestanti hanno lanciato uova contro i portoni di ingresso e attaccato banconote “azzerate”.

“Renzi, siamo incavolati neri, non siamo speculatori siamo solo risparmiatori”. Al centro delle invettive dei manifestanti il premier Matteo Renzi, il Pd e i banchieri. “Basta Ferrara votare il Pd” hanno ripetuto più volte i manifestanti con il megafono per testimoniare tutta la loro insoddisfazione verso le modalità dei rimborsi degli obbligazionisti delle quattro banche fallite e il ruolo, a loro dire, chiave dei democratici in questa vicenda. “Rimborso totale, o qui finisce male” era lo slogan cantato come in un coro da stadio.

“Siamo governati da banchieri e massoni – spiega uno dei manifestanti provenienti da Empoli -, sono peggio dei fascisti di una volta perché chi non è d’accordo con loro non viene ascoltato e allontanato. Pd, per me, significa Partito Delinquente”. “Riempiremo tutte le piazze e in teatro non staremo”, tra i tanti slogan c’è spazio anche per una frecciatina nei confronti delle altre due associazioni di risparmiatori ferraresi (Azzerati e Amici di Carife) che non hanno aderito alla manifestazione.

“Il governo- sottolinea Antonio Elia, giovane esponente di ‘No Salva-Banche’- vuole comprarci la dignità con i ristorni, noi non ci stiamo e chiediamo di riavere tutto ciò che ci è stato tolto, perché non siamo speculatori, siamo piccoli risparmiatori che si sono fidati del sistema bancario italiano che invece ci ha tradito, così come il governo, prendendo decisioni di nascosto, in modo per nulla limpido. L’unica strada per continuare a sperare di ottenere qualcosa è continuare a manifestare nelle piazze delle città colpite cercando di coinvolgere sempre più i cittadini che oggi ci guardano dalle finestre”.

La manifestazione ha preso una piega imprevista, si diceva, durante il passaggio davanti a Palazzo Muzzarelli-Crema, sede della Fondazione Carife, e in via Frizzi davanti alla sede del Pd dove non è mancato anche il coro “ladri-ladri”. In via Cairoli, però, alcuni passanti vedendo il lancio delle uova sul portone dello storico palazzo hanno iniziato ad inveire sui manifestanti. “Il lancio delle uova è maleducazione gratuita- commenta Giovanna Zoni tra i cittadini intervenuti e a sua volta azionista e obbligazionista azzerata- non è tollerabile un simile comportamento, sporcare Ferrara non serve a nessuno, non giova certo alla nostra causa”.

Sulle uova e sulle banconote da zero euro nella sede del Pd intervengono i dirigenti locali. “Pochi facinorosi hanno imbrattato la sede del Pd – commenta il segretario provinciale Luigi Vitellio -. Nonostante questo, noi continueremo a lavorare per risolvere al meglio la situazione di dissesto determinata non certo dal Partito ma da chi ha guidato la Banca tradendo la fiducia di tanti ferraresi. Oggi chi ha imbrattato la sede ha provato ad imbrattare la dignità di tanti ferraresi ma non ci sono riusciti perché ieri come oggi saremo al fianco dei più deboli”. “Quanto fatto oggi da parte di poche decine di manifestanti sul “Salva banche”  – aggiunge Paolo Calvano, segretario regionale del partito – con il lancio di uova e l’imbrattamento di muri, compresi quelli della sede Pd, è un atto grave e che non fa parte del modo di essere della nostra città. Il Pd si è impegnato prima per salvare dipendenti e correntisti di banche che erano sulla via del fallimento e ora, sta cercando, dentro i confini della normativa europea, di consentire il ristorno dei risparmiatori che avevano investito li i loro soldi. Continueremo a farlo, nonostante questi atti vigliacchi e intimidatori”.

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