di Francesco Altavilla
La tensione intorno alla riforma della Scuola pare non volersi allentare. Venerdì sera infatti sono scesi in piazza per una fiaccolata di protesta lavoratori e lavoratrici della scuola, insegnanti e studenti ma anche semplici cittadini che la “buona scuola” di Matteo Renzi, non la trovano una riforma corretta.
La manifestazione, aperta dai ragazzi delle scuole superiori e dallo striscione “La scuola boccia Renzi”, è stata indetta in tutta Italia per la serata di venerdì per dimostrare come “la tensione resti alta” fa sapere Mauro Presini, maestro elementare e promotore della legge di iniziativa popolare in cui l’istruzione è “democratica, laica e pubblica”. “L’ascolte e il confronto tanto invocati da Matteo Renzi, nella costruzione di questa riforma sono stati completamente assenti” prosegue il maestro elementare, che gudica indicativo il fatto che “la più grossa manifestazione contro le misure del governo Renzi intorno alla scuola abbia superato la più numerosa manifestazione che ci fu contro la riforma Gelmini”.
Tensione che non si allenta dal momento che in alcuni istituti è già attivo lo sciopero degli scrutini, che “non andrà in alcun modo a danneggiare gli studenti”, precisa Hania Cattani, segretaria generale della Flc Cgil di Ferrara. All’Istituto comprensivo “C.Govoni” da due giorni, a turno, uno degli insegnanti sta scioperando, rendendo impossibili le attività di scrutinio. “Lo sciopero durerà un paio di giorni ed avrà modalità differenti nelle scuole medie e superiori – prosegue la Cattani – tra insegnanti ci stiamo coordinando sui social network”.
Il folto drappello associativo contrario al ddl, sceso in piazza venerdì sera raccoglieva le sigle sindacali della scuola: Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snalsconfsal Gildaunams. Ma erano presenti anche i ragazzi appartenenti alla Rete degli studenti ed all’ Uds. Il sostegno all’iniziativa è venuto poi anche dall’ Anpi provinciale di Ferrara e dal Comitato cittadino a sostegno della Lip, da Mce Ferrara e da Proteo FareSapere Ferrara. Da piazza della Repubblica i manifestanti si sono mossi verso corso Martiri della libertà, proseguendo la fiaccolata sino a giungere infine in piazza Trento e Trieste, dove si sono esibiti in concerto i “The Dice”. La speranza dei manifestanti è che il cammino legislativo del ddl conosca un arresto al Senato, dove “ci aspettiamo che quanti all’interno del Pd hanno espresso la loro contrarietà al disegno di legge, diano seguito alle loro parole” ha precisato Mauro Presini. Cui ha fatto seguito Paolo Accardo, che sostiene la necessità di un “ripensamento del progetto di riforma” anche alla luce del risultato dell’ultima tornata elettorale, a suo dire “un vero e proprio insuccesso per il Premier Renzi”.
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