Accuse di doping. Il medico sportivo Ferrari ha denunciato due giornalisti per diffamazione aggravata
Il noto medico sportivo ferrarese Michele Ferrari ha denunciato due giornalisti per diffamazione aggravata
Il noto medico sportivo ferrarese Michele Ferrari ha denunciato due giornalisti per diffamazione aggravata
La dottoressa no vax che lo scorso dicembre - in primo grado - aveva patteggiato due anni, con pena sospesa, aveva ricominciato a lavorare come medico di medicina generale
Continua la mobilitazione promossa da Cittadini del Mondo a sostegno delle famiglie sfollate dal Grattacielo, con iniziative pubbliche e momenti di raccolta fondi che, secondo il gruppo, rappresentano anche un richiamo diretto alle istituzioni cittadine
"Collettività e speranza" le parole d’ordine che accompagneranno la Festa della Liberazione, in programma dal 24 al 26 aprile, presentata martedì 21 aprile presso la residenza municipale
Dal 1° al 3 maggio Ferrara ospita “CASACORRIERE”, tre giorni di incontri, spettacoli e ospiti illustri per raccontare cultura, attualità e territorio
Forse si vergognava a raccontare ai familiari la verità, al punto da inventarsi una versione dei fatti totalmente diversa per nascondere come aveva trascorso la domenica, cioé in un cinema a luci rosse. Quello che è certo è che il racconto della rapina in pieno centro subita da un operaio 59enne ferrarese per mano di tre giovani armati di coltello, fin dal principio ha fatto sorgere parecchi dubbi. In primo luogo tra i carabinieri che hanno raccolto la denuncia, le cui indagini hanno cercato immediatamente di far luce sulla veridicità della versione del ferrarese.
L’uomo infatti aveva raccontato di aver subito l’aggressione in corso Martiri della Libertà, mentre attorno alle 18.30 faceva la sua passeggiata domenicale in centro storico. E che i tre giovani che gli si erano parati davanti lo avevano minacciato con un coltello e rubato telefono cellulare e il portafoglio con dentro 90 euro. Un’aggressione facilitata anche, secondo la sua versione, dal maltempo che aveva spinto gran parte dei passanti a trovare riparo nei bar del centro storico.
Ma la verità era assai distante. Perchè il portafoglio gli era effettivamente stato rubato, ma in un ambiente molto diverso dagli eleganti portici di corso Martiri della Libertà: dentro un cinema a luci rosse. Una scomoda realtà emersa dalle indagini dei carabinieri, che hanno denunciato l’operaio, P.I., per simulazione di reato.
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