Tentato omicidio al Doro. Confermata la custodia in carcere
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
Ha parlato e ricostruito quanto accaduto la 40enne di nazionalità nigeriana fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina. La donna, detenuta da due giorni nel carcere della Dozza di Bologna, nella mattinata di ieri (1° luglio) è stata portata davanti al giudice per le indagini preliminari Marco Peraro del tribunale di Ferrara
Il maltempo si è abbattuto sulla provincia di Ferrara come previsto dall’allerta meteo, a partire dalle ore 18.15 circa, con raffiche di vento e temporali di bassa e media intensità che stanno interessando in particolare l’Alto e il Basso Ferrarese
La Procura di Ferrara ha avanzato una richiesta di condanna a tre anni e sei mesi per il 46enne di nazionalità straniera, finito a processo con la duplice accusa di rapina e lesioni nei confronti di un altro uomo di nazionalità tunisina per la violenta aggressione avvenuta due anni fa nelle vicinanze di piazzetta Cacciaguida, a pochi passi dal Castello Estense
La comunità ferrarese piange la scomparsa di Riccardo Perini, neurochirurgo di 63 anni e dirigente medico dell'Azienda ospedale-università di Padova, deceduto durante una vacanza in Grecia
Alla fine una condanna è arrivata. Nonostante fosse stata già smascherata dalle ‘Iene’ e nonostante un gruppo su facebook di ‘fans’ creditori, di condanne definitive non ne ha ancora avuto una. Di condanne in primo grado sì. Ultima in ordine di tempo quella arrivata ieri dal tribunale di Ferrara nella persona del giudice Baldelli (pm Antinori), che le ha comminato un pena di un anno e dieci mesi senza sospensione della pena e risarcimento da liquidarsi in sede civile.
Lei è Luciana Tugnetti, ragioniera 58enne originaria di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, finita alla sbarra in seguito a un decreto di citazione diretta a giudizio firmato dalla pm Ombretta Volta. Per Luciana Tugnetti l’imputazione è quella di truffa perché, si legge nel decreto “con artifici e raggiri” si fece consegnare una nuova e fiammante Mercedes per la modica somma di duemila euro; con quella riuscì a farsi scarrozzare per giorni da un autista e a farsi consegnare beni alimentari per circa 15mila euro senza sborsare una lira.
La prima vittima, parte offesa nel procedimento pendente a Ferrara, è il titolare di una concessionaria di auto di lusso di Bologna. Al venditore, nel novembre 2010, si era presentata lamentando di aver subito il furto della propria auto e quindi di voler procedere all’acquisto di una nuova Mercedes classe E del valore di 60mila euro. Come acconto ha consegnato al commerciante un assegno di duemila euro (intestato a un conto corrente che risulterà chiuso nel 2004). Nel mentre, giusto per gentilezza, in attesa della nuova vettura si è fatta consegnare un’auto di cortesia, un’altra Mercedes, classe C220. Mai restituita. Per quel fatto venne denunciata nel novembre 2010 dalla squadra mobile.
Ad altri malcapitati aveva promosso il pronto pagamento delle fatture per prestazioni di varia natura. Fatture intestate a due società, tra cui l’ormai famosa Azzurra Sas che la Cgil di Modena già nel 2010, diffondendo un comunicato, definiva “un caso di truffa che continua a protrarsi all’infinito e a coinvolgere sempre più lavoratori”. E in effetti gli estremi rilasciati ai commercianti facevano riferimento a una ditta ormai cessata. In questo modo si era assicurata la compagnia di due autisti (che vantano oltre duemila euro il primo e oltre duecento il secondo), dai quali si faceva accompagnare a fare il suo personalissimo shopping in negozi di pesce ed alimentari. Anche questi ultimi negozianti (un alimentari che ha sede a Bologna nella centralissima via Clavature e un commerciante di San Lazzaro di Savena) sono rimasti a bocca asciutta. A loro – nonostante le grosse forniture richieste e consegnate a questa signora che si presentava come una importante donna d’affari – non è mai pervenuto il pagamento di quasi 13mila e 2mila euro. Entrambi si sono costituiti parte civile assistiti dall’avvocato Alessandro D’Agostino.
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