Lunedì 26 ottobre, alle ore 17, presso la Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea (via delle Scienze 17), si terrà la presentazione del libro Prepariamoci al secondo quarto di secolo. Competenze, lavoro e umanità nell’era del cambiamento di Luca Scanavini
L'esposizione multimediale "Dentro il fuoco" che illustra "Le ultime guerre raccontate dai giornalisti del Premio Grilz" è stata inaugurata venerdì 23 ottobre nella sala dell'Albo Pretorio del palazzo municipale di Ferrara
Il fango dell'alluvione di Firenze del 1966 diventa materia pittorica. È il progetto al centro di "I Pigmenti Perduti. Firenze 1966-2026", la mostra personale dell'artista ferrarese Massimo Cova in programma dal 7 al 17 novembre alla OnArt Gallery di via della Pergola 57/61r, a Firenze
Mercoledì 28 ottobre, alle ore 17, prosegue il ciclo di conferenze dedicato alla mostra Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità, allestita al Palazzo dei Diamanti fino al 10 gennaio 2027
Nel Ferrarese, come in altre zone del Nord Italia, il nome di Pippo è rimasto nella memoria collettiva attraverso i racconti di chi visse le notti della Seconda guerra mondiale. A questa figura misteriosa è dedicato "Pippo – L’aereo fantasma. La notte aveva un nome", il nuovo romanzo dello scrittore, fotografo ed esploratore trevigiano Roberto Cavasin
I Modena City Rambles dedicano una canzone a Federico Aldrovandi. In “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, ultimo album dei menestrelli di Modena uscito ieri, tra i 18 nuovi brani si trova “La luna di Ferrara” e racconta in musica il dramma del 18enne morto nel 2005.
Nella canzone è Federico a parlare in prima persona. E si rivolge alla madre, ripercorrendo quanto successe quel 25 settembre. L’incontro con i poliziotti e poi l’arrivo del medico legale. Il ragazzo si premura alla fine di consolare il dolore materno, avvertendo che forse anche la giustizia non servirà a lenirlo. E in ogni caso la giustizia “non riporterà indietro/ i miei diciott’anni e il correre inquieto, i miei diciott’anni e il loro segreto, i miei diciott’anni fatti a pezzi per strada”.
Su tutto questo veglia la luna di Ferrara, “un pugno o una carezza, chissà chi lo deciderà…”.
Questo il testo della canzone:
Mamma non ti pentire di avermi insegnato/ ad avere fiducia in questo mondo malato,/ è stato soltanto un incidente/ è capitato a me ma non significa niente./
Mamma anche il dottore c’ha pensato due volte/ prima di firmare il mio certificato di morte/; qualche piccolo dubbio sul torace schiacciato, per quei segni sul collo e il manganello spezzato/. Ma poi si è convinto sul movente arbitrato del resto il rapporto lo aveva spiegato.
La luna di Ferrara veglia la città, un pugno o una carezza chissà chi lo deciderà…
Mamma non crederai vero a chi sputa sentenze/ e sulle divise vomita maldicenze,/ tutti tipi drogati da centro sociale/ se l’Italia è una fogna ci son loro a sguazzare.
Mamma ho sempre pensato che non debbo temere/ se per strada ti ferma un poliziotto o un carabiniere,/ se mi trovavo a passare per il posto sbagliato/ se c’era un che di storto non ho guardato;/ la colpa era mia che non mi son presentato,/ la colpa era mia che sono inciampato/
La luna di Ferrara veglia la città, un pugno o una carezza chissà chi lo deciderà…
Mamma non ci pensare è destino beffardo/ che non manda mai pace e con me è stato bastardo/ il sentiero dei lupi assetati di sangue/ a volte ti canta la strada elegante./
Ti prego non ti dolere per come mi hanno trattato/ un lupo non piange mai sul sangue versato./ E comunque giustizia non riporterà indietro/ i miei diciott’anni e il correre inquieto, i miei diciott’anni e il loro segreto, i miei diciott’anni fatti a pezzi per strada una notte di settembre da belve in divisa.
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