“Prendo purtroppo atto che il partito sia a livello nazionale che regionale, ed in particolare nella nostra provincia, è stato pressoché interamente egemonizzato da appartenenti all’ex-An molti dei quali, anche se non tutti, sono rimasti ancorati al loro vecchio modo di essere e di pensare e che, tale filosofia, è molto lontana dalla mia formazione mentale liberale, cristiana e riformista che è stata presupposto alla base della mia adesione a Forza Italia”. Sono le parole che Paolo Orsatti, membro del coordinamento regionale del Pdl, affida a una lettera indirizzata ai vertici emiliano-romagnoli del partito per dare il suo, personalissimo, addio.
“La nostra città di Ferrara – scrive Orsatti a Filippo Berselli e a Gianpaolo Bettamio ai quali indirizza le sue dimissioni dal coordinamento regionale e dal Pdl – è lacerata da sempre dalle divisioni delle due anime ex Fi ed ex An”. Delle due anime è quasi superfluo dire quale ha prevalso. La storia recente del Pdl ferrarese aveva visto le prime tensioni tra Balboni e Dragotto già prima delle elezioni comunali (prima delle quali si registrarono anche i saluti definitivi di Massimo Masotti e Massimo Pierpaoli), sfociate poi in strappo durante l’ultimo congresso provinciale. “Al momento dell’esito del tesseramento – ricorda il mittente delal lettera – la componente ex An capeggiata dal sen. Alberto Balboni ha deciso per la rottura del congresso unitario, generando una frattura insanabile a livello provinciale”.
La reazione dei “dissidenti” fu la nascita di Liberi e Forti, corrente all’interno della quale è confluita la metà dei consiglieri comunali e provinciali, nonché molti membri delle circoscrizioni e della provincia. La reazione di Balboni fu il deferimento degli eletti in Comune e Provincia ai probiviri regionali, che si è tradotto nei giorni scorsi nella loro espulsione dal Pdl.
“Prendo atto inoltre – prosegue Orsatti – che il Pdl nulla sta facendo per fermare queste epurazioni, tanto meno per arginare questa deriva a destra che ha come unico scopo di annientare la componente dei moderati ormai ridotta a brandelli”.
Tutto ciò “senza tenere conto delle nefaste scelte elettorali fatte nell’ultimo periodo una per tutti Comacchio, sia per l’individuazione del candidato che per le indicazioni ufficiali date ai fini del ballottaggio (votare il candidato giovane, ergo un grillino, proposta peraltro, proprio ieri, respinta al mittente)”.
Ma le cose che non vanno, secondo Orsatti, non vanno ricercate solo a livello locale: “esprimo il mio pensiero di assoluto disaccordo con l’operato dell’attuale governo Monti e pertanto con il Pdl che appoggia tale compagine governativa che, con politiche tutt’altro che volte al rilancio, ha congelato le capacità di spesa della stragrande maggioranza dei cittadini determinando lo stallo dell’economia. Condivido il pensiero di moltissimi iscritti che sarebbe stato necessario applicare un’importante patrimoniale che avrebbe colpito pochi, mentre la decisione dell’inserimento della devastante Imu, ha paralizzato la capacità di spesa di tutti”.
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