Cento. Offese, pugni, calci, costretta a subire atti sessuali contro la sua volontà. E questo per 15 lunghissimi anni. Il suo aguzzino viveva con lei, all’interno delle stesse mura. E se lo trovava di fronte tutti i giorni, con la paura che da un momento all’altro potesse ricominciare l’inferno. Chi le rendeva impossibile sopportare la vita di tutti i giorni era suo marito. Che sarebbe arrivato a picchiarla anche quando era incinta, in attesa del loro bambino.
E questo perché da lei voleva “piena e assoluta obbedienza”, come recita il capo di imputazione che chiama a giudizio un uomo di 50 anni, di origine calabrese, per maltrattamenti nei confronti della moglie, 52 anni.
Maltrattamenti che sarebbero avvenuti secondo la procura di Ferrara dal 1992 al 2007. Fino a quando lei, anche per poter offrire una vita migliore al figlio che avevano in comune, non ha deciso di denunciarlo. Si rivolse ai carabinieri di Cento, dove la coppia risiedeva, per chiedere di fermare quell’uomo, che – secondo la querela – tornava a casa tardi, a volte ubriaco, e la picchiava.
Dopo l’udienza filtro davanti al giudice Silvia Giorgi, nella quale la donna si è costituita parte civile, il processo proseguirà a ottobre, quando in aula compariranno i testimoni del pubblico ministero. Oltre ai carabinieri che raccolsero la denuncia ed eseguirono le indagini a carico del marito, verrà sentito anche il figlio della coppia, che avrebbe assistito più di una volta al trattamento che l’imputato riservava alla madre.
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