Sindaco e assessora si schiantano in auto. Lei era ubriaca
Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri e l'assessora Francesca Savini sono stati protagonisti di un brutto incidente stradale
Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri e l'assessora Francesca Savini sono stati protagonisti di un brutto incidente stradale
Non solo ha negato di essere l'aggressore, ma ha anche sostenuto di essere stato lui stesso aggredito per primo. È questa la versione fornita dal 37enne di nazionalità nigeriana finito a processo con la duplice accusa di lesioni personali e stalking nei confronti dell'avvocato Gianluca Bonazza, candidato sindaco per Fratelli d'Italia alle elezioni comunali di Lagosanto nel 2024
Si sarebbe allontanato dalla Salus per prelevare del denaro che gli sarebbe servito per acquistare un caffè al bar interno all'ospedale privato. È stata questa la giustificazione che il detenuto italiano di 51 anni ha fornito ai carabinieri che lo avevano arrestato per evasione
In tribunale a Ferrara, dove si stava svolgendo un delicato processo, terminato con la condanna in primo grado di un 30enne per violenza sessuale e lesioni, è emersa la notizia di uno stupro di gruppo rimasto segreto fino a oggi
Un'ora di fuga, poi il rientro spontaneo. Si è conclusa senza particolari conseguenze la breve evasione di un detenuto ricoverato all'ospedale privato Casa di Cura Salus di via Arianuova

Da sinistra, Enrico Caruso, Davide Guida ed Enzo Sichenz
Sono stati condannati ieri dal tribunale di Ferrara gli autori della tentata rapina del 5 settembre 2011 alla filiale della Cassa di Risparmio di corso Porta Mare.
I tre “grossi calibri del crimine”, come li aveva definiti in occasione dell’arresto il questore Mauriello, sono stati giudicati in rito abbreviato dal gup Piera Tassoni, dopo che lo stesso giudice aveva respinto due richieste di patteggiamento di altrettanti imputati.
La rapina fallì grazie al rapidissimo intervento delle volanti della polizia, piombate sul luogo del reato in pochissimi secondi (vai all’articolo). Erano circa le 15.25 quando i tre uomini con il capo semi-travisato da berrettini calati sulla fronte, sono entrati nella filiale.
Un dipendente era riuscito a dare l’allarme. All’interno c’erano sette persone tra clienti e dipendenti. I banditi si sono fatti consegnare contanti, assegni e anche monetine con i quali hanno riempito una borsa da computer portatile (gli agenti vi troveranno 13mila euro in contanti e assegni per oltre 9mila). Poi, fattisi digitare il codice della cassa a tempo, hanno iniziato ad attendere i 15 minuti previsti per l’apertura.
Troppi per loro, visto che – cronometro alla mano – la prima pattuglia, che al momento dell’allarme si trovava in via Pomposa, è arrivata sul posto in poco meno di un minuto. Nel giro di quattro minuti sono arrivate altre due volanti con i rispettivi equipaggi per circondare l’istituto di credito.
L’accerchiamento è stato subito notato anche all’interno della banca. A quel punto i malviventi, professionisti navigati, hanno capito che per loro non c’era via di scampo.
E ieri è arrivato anche il verdetto del giudice. Mentre il pm aveva chiesto tre anni per tutti, il tribunale ha differenziato le pene, stabilendo la condanna per tentata rapina aggravata a 3 anni e 4 mesi per Davide Guida (difeso dall’avvocato Enrico Fantini), 3 anni e 2 mesi per Enrico Caruso (avvocato Massimo Bissi) e 2 anni e 10 mesi per Enzo Sichenz (avvocato Patrizio Zagatti).
Il gup si è riservato invece la decisione sulla richiesta delle difese di revocare la detenzione in carcere in favore degli arresti domiciliari.
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