Condanna a un anno e due mesi per violenza sessuale, con sospensione della pena, per Ionut Pietraru, il 19enne che il 21 ottobre del 2010, molestò una ragazza di 17 anni all’uscita dall’autobus e picchiò l’amico che aveva osato difenderla (quest’ultimo fatto è oggetto di un separato procedimento).
I fatti avvennero dopo l’uscita da scuola (vai all’articolo). Le due vittime salgono sull’autobus che le accompagnerà a casa. Durante il tragitto la ragazza è appoggiata con la schiena contro la porta esterna. Davanti a lei ci sono tre ragazzi rumeni, tra cui l’imputato. Di fianco, stretto anche lui nella ressa, l’amico. Pietraru accenna a una carezza sul viso della ragazza, che va capire di non gradire. I tre parlano tra loro in romeno accennando a lei. Impaurita, decide di scendere anzitempo e alla fermata del Barco scende insieme all’amico, che abita a pochi passi. Mentre si gira per guadagnare l’uscita le arriva una palpata sul sedere. L’amico vede chi è stato e gli dice, come ha ricordato poi ieri in aula, “lasciala in pace, non infastidirla”.
Tutto sembra finito lì. E invece i tre scendono anch’essi dal bus e seguono i due quasi coetanei. Senza nemmeno avere il tempo di reagire il giovane che aveva difeso la ragazza si sente arrivare un pugno all’orecchio, poi altri due e si ritrova a terra stordito. L’amica riferirà al giudice di aver sentito l’aggressore, Pietraru, avvertirlo: “tanto non scappi, ci rivediamo domani”.
I due amici vanno quindi al pronto soccorso per le medicazioni e in quell’occasione il posto di polizia raccoglie la denuncia che ha portato al processo di ieri. Processo lampo. Sentiti la ragazza, l’amico, l’imputato (che ha chiesto scusa alla giovane) e i due amici che altro non han fatto se non contraddirsi tra loro, per il tribunale collegiale (presidente Giorgi con a latere Rizzieri e Attinà) non ci sono stati molti dubbi da valutare e in breve, dopo la discussione, ha emesso la condanna a un anno e due mesi.
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