Maltrattamenti e violenze su madre e sorella, per un 40enne scatta il divieto di avvicinamento
Non potrà più avvicinarsi alla madre e alla sorella né ai luoghi da lei abitualmente frequentati dopo anni di vessazioni e percosse
Non potrà più avvicinarsi alla madre e alla sorella né ai luoghi da lei abitualmente frequentati dopo anni di vessazioni e percosse
Diverse ecchimosi ed escoriazioni, fratture alle ossa nasali, ferite da strappo del cuoio capelluto e la frattura dell'undicesima costola destra. Sarebbe solo una parte delle vessazioni e dei maltrattamenti che una donna avrebbe subito dal compagno fino a quando, dopo averlo denunciato, nei suoi confronti è stato disposto il divieto di avvicinamento
Gli spari dei cacciatori nelle prime ore del mattino di giovedì 3 settembre hanno suscitato la preoccupazione di alcuni residenti nelle zone di Fondoreno e Borgo Scoline, alle porte di Ferrara. A segnalare la situazione a Estense.com è un abitante della zona
Momenti di apprensione nel tardo pomeriggio di oggi - giovedì 3 settembre - sulla spiaggia di Lido di Spina, dove una settantenne è stata colta da un malore nei pressi del Bagno Sport
Due motociclisti veneti sono rimasti feriti nel pomeriggio di oggi, 3 settembre, dopo essere caduti lungo la Provinciale 11, all’altezza di Ariano Ferrarese
Si è tenuta ieri pomeriggio nell’aula del gip del tribunale di Ferrara un’udienza molto delicata. Davanti al giudice Silvia Marini sono comparsi gli avvocati di due ufficiali dell’Arma dei carabinieri di Ferrara. Da una parte l’avvocato Erminia Imperio, del foro di Pisa, che assiste la presunta parte offesa, il maresciallo Maria Concetta Rollo (che oggi tra l’altro sarà a processo, sia come parte lesa che come imputata, contro il marito, altro carabiniere- leggi). Dall’altra gli avvocati Marco Linguerri e Antonella Rimondi, difensori della persona indagata, il colonnello Antonio Labianco.
Il comandante provinciale dell’Arma è stato accusato dalla militare di abuso d’ufficio, mobbing e falso. La prima accusa deriva dall’aver trattenuto presso di sé – sempre secondo la marescialla – la pistola d’ordinanza della militare senza un relativo provvedimento di sequestro emesso dalla procura (la pistola venne usata – secondo il marito della Rollo – per puntarla, al termine di una lite famigliare (vai all’articolo), contro il coniuge e minacciarlo).
Il mobbing viene ricondotto dall’accusa privata ad una visita medica di natura psichiatrica cui la Rollo sarebbe stata sottoposta per valutarne l’idoneità al servizio. Il falso, infine, verrebbe addebitato per uno scritto del colonnello in cui si afferma che la pistola era stata consegnata spontaneamente dall’ufficiale.
Il fascicolo venne aperto dalla pm Angela Scorza, ora non più alla procura di Ferrara, e avocato a sé dall’ex procuratore capo Rosario Minna. Passò quindi ad altro pm che chiese l’archiviazione. A quella archiviazione si è opposta l’avvocato Imperio e, dopo l’udienza di ieri, ora il gip si è riservato la decisione, che arriverà nei prossimi giorni.
Dagli avvocati della difesa, interpellati, arriva solo un secco “no comment”.
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