Cronaca
1 Marzo 2012
In aula si discute della posizione del geometra Gulinelli

Mazzettopoli, quell’assegno mai intascato

di Marco Zavagli | 2 min

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Udienza interamente dedicata alla posizione di Marco Gulinelli quella di ieri al processo Mazzettopoli. Il geometra libero professionista è accusato di corruzione ed è in giudizio assieme a Ivan Passerini, geometra del Comune imputato invece di concussione. Gulinelli avrebbe – secondo l’accusa – consegnato 750 euro a Raffaele Turatti (geometra del Comune già condannato in primo grado e che ora aspetta il ricorso il Appello) per ottenere il parere tecnico positivo per un progetto.

Su quell’assegno si sono incentrati gli esami dei testimoni. Apèartire da quello di Giovanni Barbieri Palmieri, imprenditore modenese che nel 2007 era interessato a un gruppo di fabbricati da ristrutturare in zona Fossanova San Biagio. Barbieri Palmieri venne a Ferrara per un sopralluogo insieme al suo collaboratore, Stefano Zuntini. La seconda volta si recò nello studio del geometra Gulinelli, che però oggi non riesce a riconoscere in aula.

All’imputato consegnò una copia dei disegni del progetto di restauro, chiedendogli di portarla in Comune. “Gli chiesi se era abbastanza introdotto – spiega ai giudici -. Disse di sì. È una pratica normale, non avendo altri contatti nella città in cui stavo cercando di spostare i miei affari, dal momento che a Bologna e Modena, dati i prezzi troppo alti, il mercato immobiliare era fermo”.

In quel periodo infatti il costruttore stava trattando anche l’acquisto dell’ex cinema Ristori. Intanto gli comunicano che l’esito della pratica di Fossanova è sfavorevole: “non si poteva fare”. Anche se il pm Castaldini gli fa sapere che il tecnico istruttore, Raffaele Turatti, aveva dato invece parere favorevole il 15 giugno 2007.

A ogni modo, al termine del mancato affare, l’imprenditore emise “un assegno di 750 euro in favore di Gulinelli come rimborso spese” che consegnò in una busta a Zuntini. Quell’assegno però, “intestato a me medesimo”, risulta incassato da Turatti. Gulinelli ha sempre sostenuto che quell’assegno non l’ha mai visto e che la sua prestazione venne pagata in contanti.

Subito dopo Barbieri Palmieri si concentrò sull’ex cinema Ristori. Il 4 luglio del 2007 firmò il preliminare di acquisto. L’avvocato della difesa, Francesco Costantino, gli ricorda che in allegato al contratto c’era anche il conto patrimoniale della società Ristori che poi Barbieri Palmieri acquisterà. L’atto è datato 4 giugno, un mese prima. Contemporaneo quindi all’affare del rustico di Fossanova San Biagio.

“Secondo noi emerge una grande confusione – commenta al termine dell’udienza l’avvocato Irene Costantino -, all’interno della quale non è nemmeno possibile affermare con certezza che quell’assegno facesse riferimento alla pre-pratica di Fossanova. Manca anche ogni prova del fatto che Gulinelli abbia dato quell’assegno a Turatti”.

Proprio Turatti verrà sentito nel corso della prossima udienza, fissata per l’11 aprile.

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