Summer Festival, hanno vinto i residenti: mai più in piazza Ariostea
Importante vittoria per i residenti del centro storico di Ferrara, l'edizione del 2027 del Summer Festival non si terrà più in piazza Ariostea
Importante vittoria per i residenti del centro storico di Ferrara, l'edizione del 2027 del Summer Festival non si terrà più in piazza Ariostea
TTentato furto nelle prime ore di giovedì 9 luglio alla Mary Fashion Spa, in via Trasvolatori Atlantici, nella zona di Chiesuol del Fosso
Sette anni di carcere. Li ha chiesti la Procura di Ferrara per un 40enne ferrarese, finito a processo davanti al collegio del tribunale con la duplice accusa di violenza sessuale aggravata continuata e stalking nei confronti della propria ex compagna
Prima le ha tirato addosso un bicchiere, ferendola alla testa. Poi le ha impedito di fuggire e l'ha frustata con un cavo elettrico. È il vortice di violenza per cui è finito in manette un 35enne di nazionalità nigeriana, accusato di maltrattamenti e lesioni nei confronti della moglie 32enne
Roberto Savi, ergastolano, uno dei due capi della Banda della Uno bianca insieme al fratello Fabio, è stato trasferito dal carcere di Bollate a quello di Ferrara
Copparo. Chiesti due anni di condanna per subornazione di testimone, perché avrebbe cercato di convincere la donna che lo accusava di averla violentata a ritirare la denuncia nei suoi confronti e a cambiare versione. In premio le avrebbe promesso tremila euro.
Lui è don Walter Mariani, 70 anni, parroco di San Leonardo, parrocchia della diocesi di Mantova, che per anni ha tenuto una comunità di recupero di tossicodipendenti e in seguito anche una casa di accoglienza, la Casa di Ruth. Della vicenda, che risale a qualche anno fa, se ne occupa per competenza territoriale il tribunale di Ferrara. L’incontro contestato sarebbe avvenuti infatti a Copparo, tra il 2008 o il 2009 (vai all’articolo).
Don Mariani nega poi che l’incontro di Copparo sia mai avvenuto (condannato per la violenza sessuale dal tribunale di Mantova a cinque anni, aumentati a sette e mezzo in appello) e nella scorsa udienza, quando rese dichiarazioni spontanee, disse che l’accusatrice, una do.na straniera – allora in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno – avrebbe inventato tutto per denunciarlo ed evitare l’espulsione.
Lo stesso difensore, l’avvocato Sandro Somenzi, ha spiegato nella sua arringa ieri che la denuncia altro non sarebbe che un tentativo di vendetta nei confronti del prete che seguiva la donna nel suo programma di recupero per ex prostitute e che aveva affidato ai servizi sociali una relazione negativa sul suo programma di reinserimento.
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