Cronaca
16 Febbraio 2012
A processo un 45 enne ferrarese per detenzione e diffusione

Cercano telefonate e trovano pedopornografia

di Marco Zavagli | 2 min

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A causa di una denuncia per molestie telefoniche si trova ora accusato di detenzione e condivisione di materiale pedopornografico. Succede a un 45 enne ferrarese, che nel 2007 viene denunciato dalla ragazza che frequenta per alcune immagini- videochiamate – che ritraevano i genitali, inviate per scherzo, questo a suo dire, alla donna.

Che in ogni caso non gradì, tanto che denunciò il mittente alla polizia di Rovigo, dove lei risiedeva. La procura arrivò all’indirizzo ferrarese dell’uomo. Nel corso di una perquisizione domiciliare vengono sequestrato il suo computer (desktop), un portatile (laptop) e due hard-disk esterni.

E qui iniziano i guai. Perché il consulente incaricato dalla procura di verificare se in quel materiale informatico ci fosse traccia delle registrazioni delle video chiamate, trova ben altro. Ossia foto e filmati che ritrarrebbero ragazzine minorenni in atti sessuali.

“Alcuni file non lasciavano dubbi davanti alle immagini, altri lasciavano supporre il contenuto pedopornografico dal titolo”. ha spiegato ieri in aula davanti ai giudici Marini, Giorgi e Rizzieri il consulente Claudio Ceraso, ispettore della Polizia postale che ha svolto però solo una parte degli accertamenti: “il mio compito era di segnalare files presumibilmente a contenuto pornografico, non di verificare data di creazione, modifica e accesso dei file”.

Un punto questo favorevole alla difesa, sostenuta dall’avvocato Pier Francesco Perazzolo, che si chiede come sia possibile sostenere un’accusa “senza la prova che quel materiale fosse stato acquisito dall’imputato e non da altri, visto che se ne trova traccia solo nei dischi esterni e nel portatile, dove è installato il programma di E-mule (i files si troverebbero nella cartella “incoming”, condivisibile con gli altri utenti e-mule, ndr), e non invece nel computer fisso di uso abituale”.

Sul punto il tribunale ha disposto una perizia, che verrà affidata il 12 aprile ad Alessandro Faccini. Al tecnico il compito di raccogliere i files sequestrati e copiarli per i giudici. L’udienza successiva è invece fissata per il 7 giugno.

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