Condannato a sei mesi di reclusione. Una condanna lieve, come prevista da un reato tutt’altro che cruento. Sarebbe stato un processo come tanti altri quello celebrato ieri nell’aula B del tribunale di Ferrara, se di fronte non ci fossero stati madre e figlio.
È l’epilogo giudiziario (ma forse non l’unico, visto che un altro procedimento per falsificazione di documenti è in corso) di una triste storia famigliare, che vede come vittima una anziana di 80 anni, esasperata dai comportamenti tutt’altro che filiali dell’imputato, 45enne.
La vicenda risale a qualche tempo fa, quando la donna, vedova e con un’azienda da portare avanti, dopo anni in cui affidava al figlio il denaro per pagare affidava bollette e imposte dell’azienda di cui era titolare, scopre – in seguito all’arrivo di notifiche di Equitalia – che quelle tasse non erano mai state pagate. I soldi, a quanto sembra, lui – senza un lavoro stabile e convivente con una donna anch’essa disoccupata – li teneva per sé. A quel punto l’anziana si trova di fronte a debiti esorbitanti, che la costringono in difficoltà economiche.
Ma l’uomo non demorde e continua a chiederle denaro. Fino al giugno 2008, quando lui si reca a casa della madre dopo aver saputo di una querela che l’anziana gli ha intentato in seguito ai suoi comportamenti. Le si scaglia contro, la insulta, la spintona, la minaccia, fino a che lei non riesce a sbatterlo fuori dalla porta.
Il giorno dopo l’anziana, disperata e impaurita, va dai carabinieri per sporgere denuncia. Ne nasce il procedimento per violazione di domicilio, che si è concluso ieri con la richiesta di sei mesi di condanna avanzata dal pm onorario Stefano Antinori e accordata dal giudice Baldelli.
La donna, assistita, dall’avvocato Barbara Simoni come persona offesa, non si è voluto costituite parte civile.
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