Nella sua cella trova conforto nella religione. E prega. Prega per la ragazza che ha ucciso con 23 coltellate e il cui corpo ormai senza vita ha gettato in un canale a Ostellato. Sergio Rubini, reo confesso dell’omicidio della 31enne Lenuta Lazar, avvenuto lo scorso 2 gennaio, dal carcere prega per la sua vittima.
Lo fa sapere l’avvocato Vasco Sisti, che assieme alla collega Rosalia La Barbera ha assunto la difesa del 52enne di Voghiera. “Gli abbiamo fatto visita ieri mattina – conferma Sisti – e l’abbiamo trovato prostrato, distrutto. Non si dà pace per quello che è successo”.
Quello che è successo è noto. Dopo averla accoltellata a Chiesuol del Fosso, l’uomo aveva trasportato sul suo furgone il cadavere di Lenuta fino a Ostellato a Valle Lepri, dove era solito recarsi a pescare, e lì gettò il corpo della ragazza da un ponte nel canale, dopo averle tolto i vestiti. Poco dopo si liberò dei vestiti e del coltello a serramanico usato per l’omicidio. Si imbottì di farmaci tranquillanti e rientrò a casa dopo diverso tempo. Qui lavò e riverniciò il furgone, nel tentativo di fare scomparire ogni traccia. Poi, preso da un rimorso di coscienza, tentò di togliersi la vita mettendosi alla guida del furgone, zigzagando lungo le strade della provincia fino a schiantarsi, dopo aver perso conoscenza a causa dei farmaci, nei pressi di Portomaggiore. Un incidente che lo portò dritto in ospedale. E’ qui che l’uomo, appena vide l’anziano padre, confidò di aver commesso un atto terribile, di aver ucciso una ragazza (vai all’articolo).
Intanto ieri si sono vissuti momenti drammatici con il riconoscimento della salma di Lenuta da parte della sorella. Subito dopo il pm Alberto Savino ha incaricato il medico legale Maria Rosa Gaudio, di eseguire l’esame autoptico sulle spoglie della ragazza. La dottoressa Gaudio sarà affiancata dal consulente di parte dott.ssa Sonia Dal Pozzo. Entro 60 giorni la consulente della procura dovrà depositare i propri risultati.
Rimane ancora in sospeso invece la questione delle perizia psichiatrica che potrebbe essere disposta dal pm sulle condizioni psichiche dell’imputato. In mancanza, potrebbe essere la stessa difesa ad avanzare richiesta in questo senso. Rubini, infatti, aveva già in passato dato segno di problemi di salute mentale: agli inizi degli anni ’80 aveva procurato infatti lesioni con un’arma da taglio a un’altra prostituta e successivamente, una decina di anni dopo, aveva tentato di uccidere a coltellate anche la moglie, dalla quale risulta da non molto separato (vai all’articolo).
Sempre ieri il pm ha dato l’autorizzazione alle visite in carcere dei famigliari, che da domani potranno recarsi all’Arginone per vedere Rubini.
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