Cronaca
5 Gennaio 2012
Dopo il ritrovamento del cadavere è stato preso l'assassino, un uomo con problemi psichici e precedenti

Raptus omicida, prostituta uccisa con 23 coltellate

di Redazione | 4 min

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Un momento delle ricerche del cadavere nel canale di Ostellato

Non l’opera di un serial killer, ma il raptus omicida improvviso di un uomo con disturbi psichici che avrà bisogno di essere curato. Lo rivelerebbero le 23 coltellate inferte alla vittima e la sua confessione, che ha alternato momenti di lucidità e rimorso ad altri di negazione di quanto accaduto. Ma alla fine i riscontri sono stati tanti e tali da permettere agli inquirenti di non aver dubbi su chi fosse l’assassino della prostituta rumena ritrovata cadavere ieri a Ostellato, nel canale denominato ‘Bando Valle Lepre’. Si tratta di Sergio Rubini, un 52enne originario di Voghiera che la sera del 2 gennaio scorso si era appartato con la vittima, la 31enne Lenuta Lazar, nei pressi dell’ufficio postale di Chiesuol del Fosso a Ferrara. Per la povera prostituta doveva trattarsi della solita breve relazione con il cliente di turno, ma qualcosa non è andato per il verso giusto e l’uomo si è trasformato presto nel suo assassino, colto da un improvviso istinto omicida per motivi che nemmeno lui ha saputo spiegare.

Rubini, che si trova ora in carcere dopo essere stato raggiunto dal fermo di indiziato di delitto emesso da Ciro Alberto Savino (sostituto procuratore presso la Procura di Ferrara), aveva già in passato dato segno di problemi di salute mentale: agli inizi degli anni ’80 aveva procurato infatti lesioni con un’arma da taglio a un’altra prostituta e successivamente, una decina di anni dopo, aveva tentato di uccidere a coltellate anche la moglie, dalla quale risulta da non molto separato. Separazione che probabilmente ha aggravato ulteriormente il suo già precario stato psichico, del quale dovevano essere a conoscenza anche familiari e parenti. Dopo il delitto, che avrebbe commesso attorno alle ore 22.30 del 2 gennaio, Sergio Rubini ha tentato anche di togliersi la vita, senza riuscirvi. Ed è stato dal letto dell’ospedale che ha confessato tutto, con frasi sconnesse e spesso controverse, portando i carabinieri del Nucleo investigativo a utilizzare alcuni espedienti prima di scoprire il luogo in cui si era sbarazzato del cadavere della rumena .

Il furgone di Sergio Rubini

Dopo averla accoltellata a Chiesuol del Fosso, l’uomo aveva trasportato sul suo furgone il cadavere fino a Ostellato a Valle Lepri, dove era solito recarsi a pescare, e lì ha gettato il corpo della ragazza da un ponte nel canale, dopo averle tolto i vestiti. Poco dopo si disfa dei vestiti e del coltello a serramanico usato per l’omicidio in un luogo che i carabinieri stanno ancora cercando di individuare, probabilmente in aperta campagna. Si imbottisce di farmaci tranquillanti e rientra a casa dopo diverso tempo. Qui lava e rivernicia il furgone, nel tentativo di fare scomparire ogni traccia. Poi è preso da un rimorso di coscienza e tenta di togliersi la vita mettendosi alla guida del furgone, zigzagando lungo le strade della provincia fino a schiantarsi, dopo aver perso conoscenza a causa dei farmaci, nei pressi di Portomaggiore. Un incidente che non ha coinvolto fortunatamente altre persone e che ha portato dritto in ospedale Sergio Rubini. E’ qui che l’uomo, appena vede l’anziano padre, confida di aver commesso un atto terribile, di aver ucciso una prostituta.

Sergio Rubini

Preoccupato, il padre avverte i familiari, e sono il nipote e il cognato di Sergio Rubini a recarsi all’ufficio denunce dei carabinieri per informare i militari di quello che poteva essere accaduto. Da questo momento partono le ricerche con l’obiettivo di trovare riscontri a quanto affermato dai due familiari e, principalmente, il cadavere dell’ignota prostituta. Inizia anche un lungo interrogatorio del presunto omicida alla presenza di un legale d’ufficio e contemporaneamente arriva anche informazione dalla questura di Ferrara che una donna aveva sporto denuncia di scomparsa di una sua amica prostituta. Tra le dichiarazioni sconnesse di Rubini e le operazioni sul territorio si arriva a scoprire il luogo in cui poteva essere stato occultato il cadavere. Il corpo della donna si trovava infatti nel canale Bando di Valle Lepre, ritrovato solo grazie all’operato dei vigili del fuoco che dal gommone sono riusciti a individuarlo in un canneto dove era rimasto incagliato. Sono le 14 di ieri pomeriggio e il corpo della vittima viene sottoposto ad accertamenti medico legali: sono 23 le coltellate inferte, alcune superficiali, altre pericolosissime e fatali in zona pericardica.

Il fermo di Sergio Rubini è stato disposto attorno alle ore 23, a distanza di 12 ore dalla denuncia dei familiari. L’uomo, che ora si trova in carcere, probabilmente in seguito dovrà affrontare un percorso specifico di cura in una struttura adeguata. “Pensiamo – ha dichiarato il comandante provinciale dei carabinieri, Antonio Labianco – di aver fermato una persona che potenzialmente poteva diventare ancora più pericolosa di quanto non fosse già. Non sappiamo però se fosse già seguito dai servizi”.

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