Addio all’olimpionico ferrarese Dino Bruni
Ci ha lasciato questa notte, a 94 anni, l’Olimpionico ferrarese Dino Bruni, ciclista portuense classe 1932
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Pochi minuti dopo la mezzanotte di venerdì 16 settembre, una pattuglia del nucleo operativo radiomobile di Ferrara interviene nei pressi di Palazzo degli specchi, in via Beethoven: una prostituta denuncia di aver subito una rapina. M. T. V., queste le iniziali della vittima, 38enne rumena, si trova in compagnia di una “collega”. Riferisce di aver appena subito una violenza sessuale, oltre alla rapina della propria borsa, proprio da un suo cliente abituale, italiano, di cui conosce solo il nome e il numero di telefono. L’uomo -, riferisce la donna -, dopo l’aggressione, si sarebbe dato alla fuga a bordo di una monovolume, che descrive come una Fiat di colore scuro.
Nel corso della formalizzazione della denuncia, la vittima spiega ai militari che l’uomo, una volta appartati, avrebbe preteso un tipo di prestazione non concordata. Una richiesta alla quale la donna si sarebbe opposta, suscitando la reazione aggressiva del cliente: alterato, avrebbe afferrato un coltello e, sotto la minaccia della lama, l’avrebbe costretta ad un rapporto violento. La donna riesce a svincolarsi, fugge. L’aggressore la rincorre e le strappa la borsetta: fa in tempo però ad afferrare il suo cellulare con cui, una volta lontana dall’aggressore, riesce a chiedere aiuto alle forze dell’ordine e alle “colleghe”.
Immediatamente scattano le ricerche dell’uomo: si svolgono ininterrottamente, lungo le vie cittadine, ed appena verificato l’intestatario dell’utenza, una pattuglia in abiti civili si apposta nei pressi dell’abitazione dell’uomo.

Peraltro, l’indirizzo dell’uomo è confermato da un’amica della vittima, poiché – riferisce la donna – era stata in quella casa circa un mese prima, per consumare un rapporto sessuale a pagamento, e aggiunge che, in bagno, aveva notato una pistola presumibilmente vera. Verso le 2 i militari che sono appostati davanti alla casa notano arrivare l’uomo alla guida della macchina: tutto corrisponde alla descrizione fornita dalla vittima. È Z. S., 52enne autotrasportatore ferrarese, già noto alle forze dell’ordine. Si trova in compagnia di una prostituta. Parcheggia davanti alla casa. E a quel punto, scatta l’intervento dei militari: l’uomo viene identificato e, una volta informato della necessità di procedere con una perquisizione, inizia ad agitarsi. Tanto da opporre un’attiva resistenza nei confronti dei militari: inizia a dare calci, pugni e gomitate. Nel tentativo di bloccarlo, uno dei militari riporta lievi lesioni: è solo grazie all’ausilio di una seconda pattuglia giunta a rinforzo che il 52enne viene fermato. L’immediata perquisizione personale consente così ai militari di rinvenire, all’interno di un marsupio, la somma di 130 euro. È suddivisa esattamente nei tagli di banconote che la vittima aveva descritto custodire nella sua borsetta. Borsa, che viene ritrovata all’interno della vettura, mentre il coltello viene rintracciato in casa. Tutto il materiale viene pertanto posto sotto sequestro, insieme ad un manganello, un cacciavite e una tenaglia, trovati nel corso del controllo dell’abitazione.
Rapina aggravata, resistenza a pubblico ufficiale e violenza sessuale aggravata, questi i reati per cui l’uomo è stato arrestato in flagranza. E i guai per lui non finiscono: una volta accompagnato in caserma per gli accertamenti del caso, emerge che non era nuovo a minacce con coltello, come riferisce una seconda vittima, “collega” della donna, che ha collaborato fin da subito alle indagini. Pertanto Z.S. è stato dichiarato in arresto e, avvisato il pm di turno, è stato infine portato in carcere.
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