Economia e Lavoro
21 Giugno 2011
La nostra provincia è in controtendenza rispetto al resto della regione assieme a Ravenna e Reggio

A Ferrara il mercato immobiliare è ‘vivace’

di Redazione | 3 min

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Se nel resto della regione il mercato immobiliare residenziale è in sofferenza e risente di una sostenuta contrazione delle transazioni, Ferrara risulta invece in controtendenza assieme a Ravenna e Reggio Emilia. Lo rendono noto gli Uffici Provinciali dell’Agenzia del Territorio di Modena e Bologna che, in collaborazione con l’Ufficio Statistiche e Studi del Mercato Immobiliare della Direzione Centrale Osservatorio Mercato Immobiliare e Servizi Estimativi, hanno illustrato i dati relativi alla composizione e alle dinamiche del mercato residenziale nelle rispettive province.

Fra i dati analizzati figurano il numero di transazioni normalizzate (Ntn) delle abitazioni, l’intensità del mercato immobiliare (Imi) e le quotazioni medie delle abitazioni. L’andamento del settore immobiliare residenziale della regione Emilia Romagna nel secondo semestre 2010, con 26.086 transazioni normalizzate (Ntn), nel suo complesso rappresenta l’8,74% del  mercato nazionale. La maggior parte delle province risente tuttora di una sostenuta contrazione del mercato. Ciò nonostante, il modesto decremento rilevato su scala regionale, complessivamente di sole 134 Ntn (circa -0,5%) rispetto all’omologo semestre 2009, dimostra un debole segnale di ripresa rispetto al dato aggregato nazionale (-3,5%).

Come anticipato, in controtendenza per il secondo semestre 2010, sono le province di Ferrara con +1,1%, Ravenna con +5,0% e Reggio Emilia con +10,3%, a mostrare una discreta vivacità di mercato; il restante territorio segue l’andamento negativo con oscillazioni del numero di transazioni riscontrabili dal minimo di -0,5% delle provincia di Bologna al massimo di -7,1% della provincia di Rimini.

Seppure con segno negativo sull’analogo semestre 2009, la provincia di Bologna, con 5985 Ntn, conferma il ruolo dominante in termini di numerosità di contrattazioni (circa il 23% del mercato regionale); viceversa il dato ampiamente positivo di Reggio Emilia compensa, parzialmente, il trend fortemente sfavorevole registrato negli anni precedenti. Sia in riferimento alla quotazione media regionale che alle quotazioni medie provinciali del segmento residenziale, si registra una tenuta dei valori di mercato rispetto al semestre precedente; il modesto incremento rilevato su scala regionale, + 5% rispetto al primo semestre 2010 (+ 1% circa rispetto al secondo semestre 2009), conferma il segnale positivo allineandosi con il dato medio aggregato a livello nazionale.

Di rilievo i dati emersi per le province di Parma, +4,6% di aumento della quotazione media a cui si contrappone un lieve arresto degli scambi immobiliari (-2,4%), e di Reggio Emilia dove l’abbattimento della quotazione media di -3,0 punti percentuali sostiene l’accentuata ripresa delle contrattazioni.

I dati limitati ai soli capoluoghi di provincia, mostrano un andamento del mercato immobiliare in crescita a livello regionale, sia per quanto concerne lo sviluppo delle contrattazioni dove il dato aggregato (+3,5%) supera di oltre 2,5 volte il dato medio nazionale (+1,3%) rispetto al corrispondente semestre del 2009, sia in merito alle quotazioni che con +0,7% registrano un aumento del 40% rispetto al semestre precedente. Il sostanziale incremento è sostenuto dall’elevata dinamicità di mercato rilevata nella fascia romagnola (Ferrara +15,1%, Forlì +13,4%, e Ravenna +12,2% Ntn), dalla quale si distingue il capoluogo riminese che registra, al contrario, una leggera flessione (-1,4%). Sul rimanente territorio particolarmente rallentato il mercato di Piacenza (-14,3%.) che conferma l’andamento negativo registrato nel precedente semestre; viceversa il capoluogo di Reggio Emilia con + 9,7% Ntn si allinea all’andamento particolarmente positivo già evidenziato per l’intera provincia; complessivamente stabile il capoluogo regionale che mostra una discreta tenuta sia in termini di Ntn che di valori. In termini di quotazioni, anche per i soli capoluoghi si riscontra la sostanziale tenuta dei valori; i massimi incrementi si registrano a Parma (+5,2%) e Piacenza (+4,0%), mentre Reggio Emilia con un decremento del 3,3% segue l’andamento provinciale.

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