“Buonasera Ferrara!”. Sono le 18.30 e il risultato del referendum corre sul web. Ferrara e provincia regalano ai fautori dei quattro sì un’affluenza record del 61,73% (54,8 a livello nazionale e 64,15% in Emilia Romagna). I sì surclassano i no con il 94% (94,01% per il quesito sulla privatizzazione dei servizi pubblici, il 94,46 per i profitti sull’acqua; il 93,22% per il nucleare e il 94,03% per il legittimo impedimento).
In città si è raggiunto il 63,4. Le percentuali più alte spettano a Massafiscaglia (67,5), Formignana (67,3) Iolanda (66,9), Argenta (66,5), Copparo (66,2). Non si tocca il 50% solo a Goro (45,2) e Comacchio (48,5).
In poche ore il popolo referendario si cambia sms, e-mail e post su twitter e facebook e si ritrova in piazza Trento e Trieste. Al centro del palco c’è Marzia Marchi che sventola una bandiera dell’acqua pubblica. Grida al microfono, anche se è senza voce. “Siamo qui alla faccia di tutto quello che ci hanno fatto, alla faccia del boicottaggio: siamo noi, non i partiti, che ce l’hanno fatta. Noi cittadini”.
In mezzo agli applausi, agli abbracci, e a qualche lacrima, sale sul palco anche l’altro referente del movimento, Davide Scaglianti: “questa è una vittoria della politica fatta dal basso, della politica vera fatta da chi si sporca le mani, da chi non va nei salotti a prendere decisioni contro gli interessi dei cittadini. Abbiamo vinto anche nonostante il boicottaggio della Rai, di quel servizio pubblico televisivo che non ha fatto il suo dovere. Godiamoci la vittoria, sapendo che ora inizia una nuova stagione di impegno per fare una nuova normativa sull’acqua che non sia solo scritta dai potenti. Per il momento, però, godiamoci questa vittoria. Grazie a tutti. Grazie Ferrara!”.
La nuova stagione di battaglie potrebbe già partire presto in consiglio comunale, dove la Federazione della Sinistra, con Irene Bregola, è pronta a tornare alla carica con la richiesta di modifica dello statuto comunale sul tema acqua pubblica. “Non abbiamo mai allentato la pressione”, corregge la consigliera di Rifondazione: “ora alla luce di questo risultato straordinario potremo riformulare i quesiti e credo che il Pd qualche passo indietro dovrà pur farlo”.
Ne fa uno indietro per farne uno avanti invece Luigi Marattin. Accanito sostenitore dei “tre sì e un no sul secondo quesito”, si presenta cavallerescamente a stringere le mani degli esponenti dei comitati: “a loro vanno i miei sinceri complimenti perché per anni hanno condotto una battaglia in gran parte da soli. Rimango convinto che il secondo quesito sia frutto di una cattiva informazione o comunque di una mal interpretazione della tematica, ma i comitati sono riusciti a convincere gli italiani ad andare a votare e merito questa grande vittoria”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com